E' cominciato oggi a Firenze il convegno di formazione politica "L'Europa nel caos globale"

 E' iniziato oggi a Firenze il seminario di formazione politica 'L'Europa nel caos globale', promosso dalla Fondazione Circolo Rosselli e in collaborazione con l'Ufficio Progetti di cultura politica del Partito Democratico. Il ciclo si svolge in tre giornate: oggi 12 ottobre, il 19 e il 26 ottobre. È riservato a 40 corsisti selezionati: militanti e dirigenti del Pd, in larga parte dell'organizzazione
giovanile, e partecipanti indicati dalla Fondazione.

    Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli, ha osservato che quando è stato dato all'iniziativa il titolo 'L'Europa nel caos globale' si era consapevoli "della gravità della situazione. Ma oggi non possiamo che constatarne l'ulteriore aggravamento a causa delle iniziative unilaterali e irresponsabili del presidente Usa Trump a cui occorre far rilevare che Zelensky non è Maduro e l'Ucraina non è il Venezuela. Queste iniziative mettono alla prova l'Europa: se l'Unione Europea, su questo piano allargata alla Gran Bretagna laburista, saprà mantenere la sua coesione, si guadagnerà un ruolo nelle trattative per mettere fine al conflitto in Ucraina. Altrimenti il gioco sarà a due, tra Trump e Putin o magari a tre, se dovesse eventualmente verificarsi a Shenzhen, in occasione della riunione dell'Apec, l'incontro a tre tra Trump, Xi Jinping e Putin auspicato da quest'ultimo".

    Tommaso Sasso, responsabile nazionale Progetti di cultura politica del Pd, ha sottolineato che "per per la prima volta l'Europa si trova in mezzo a una tempesta perfetta, una crisi economica che si riaffaccia, una crisi nelle sue relazioni internazionali tradizionali, in particolare nel rapporto con gli Stati Uniti e la guerra che torna a riaffacciarsi alle porte di casa nostra. Questo richiede una reazione, che sia urgente e straordinaria. È una reazione che richiede coraggio, visione e anche responsabilità. Non esistono ricette sicure, non esistono strade già percorse che possono essere riprese e dunque sta al piccolo contributo di ciascuno di noi indagare questa grande situazione caotica e incerta per prendere una via che ci porti fuori dal rischio della guerra, della crisi e della disgregazione del progetto europeo". 
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies