I concessionari auto fiorentini da diverso tempo se lo sentono domandare dai possibili compratori: è davvero il caso di passare all’elettrico?
Estendendo il concetto alla vita di tutti i giorni e con l’imminente avvento dello scudo verde in città, nei nostri negozi ricorre la domanda: ma l’elettrico è il futuro?
Proviamo a fare un po’ di ordine tra sostenibilità ambientale ed economica di un mondo ancora oggi incerto e controverso. Il mercato dell’auto ha bisogno di una svolta green. Il punto focale sono le emissioni di CO2. Fin qui tutto chiaro. Le soluzione può essere l’auto con motore elettrico che inizialmente viene affiancato alla propulsione termica a benzina o diesel per poi sostituirla completamente. Questo perché la transizione ecologica richiede tempo per entrare nella mentalità delle persone che, devono abituarsi alle colonnine e ad una mobilità diversa. Per non parlare dell’impatto sugli affari delle compagnie petrolifere che vedono ridursi progressivamente i propri accordi di fornitura.
Quali sono i dubbi dunque? L’auto elettrica ha un costo molto elevato perché prodotta in misura ridotta, perciò l’utente finale, non è certamente incentivato all’acquisto di un prodotto dal futuro ancora incerto. E a proposito di incentivi statali: troppo spesso le case automobilistiche invece di applicare sconti sul listino di acquisto da sommare a quelli messi a disposizione dallo Stato, vendono il prodotto a prezzo pieno facendo passare per loro un incentivo che al consumatore non mette a disposizione il concessionario. E poi c’è il tema colonnine: sul territorio italiano non sono diffuse a sufficienza. E il progetto di installazione procede a rilento anche perché la diffusione dei veicoli non rispetta i ritmi sperati.
Perché sceglierla? Personalmente guido un’auto ibrida che tutte le sere attacco alla colonnina, in città non spendo un euro di carburante per girare. C’è un forte risparmio economico perchè la corrente costa molto meno a parità di consumi. Sceglierla significa fare un passo nel futuro. Un passo che avrà successo solo se condiviso da altri utilizzatori. Perché più persone la compreranno e meno costerà produrle, più le colonnine verranno installate. Ma soprattutto respireremmo aria molto più pulita. Rimangono le incognite legate all’inquinamento degli stabilimenti produttivi che assemblano i pacchi batterie al litio installate sulle auto e le soluzioni di riutilizzo o smaltimento future, ma il progresso non può attendere e nessun cambio di rotta è privo di qualche punto di domanda.
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