Può sembrare scortese da dire, ma è la realtà dei fatti: Lucas Beltran sta bloccando il mercato in entrata della Fiorentina. Il suo no al Flamengo sta complicando i piani dei dirigenti viola, a caccia di un vice-Kean e/o di un attaccante con caratteristiche di seconda punta. Certo, un lavoratore non può essere obbligato ad accettare una destinazione se non di suo gradimento, ma quali siano gli scenari attorno all’argentino sembrano essere abbastanza evidenti. Se il fatto che Pioli lo abbia lasciato a guardare gli altri col Nottingham, facendo entrare il giovane Braschi, potrebbe anche essere stata una curiosa coincidenza, che la Fiorentina avesse accettato l’offerta da 12 milioni + 3 di bonus del Flamengo, invece, è un chiaro indizio: la sua posizione è di giocatore in uscita.
Anche col Leicester si è rivisto il solito Beltran, ‘incapace’ di reggere un pallone e quasi sempre sconfitto nei contrasti. Una bella giocata, un tiro, stop. Può bastare a indurre Pioli a pensare che Lucas possa essere utile alla causa di una Fiorentina da Champions? Difficile da credere. Beltran non può fare il vice Kean, ormai lo si è capito. Per quanto si possa apprezzarne la generosità, l’impegno e lo sbattimento nell’andare a fare pressing e recuperi in tutto il campo, alla Fiorentina serve altro.
Cercasi squadra, dunque, per Lucas Beltran. Il problema vero è che l’argentino vorrebbe scegliersi la destinazione. Cosa legittima, per carità, d’altronde è ‘diritto del lavoro’. Lo stesso per cui i vari Kouame, Brekalo, Barak, Sottil e compagnia restano a libro paga della Fiorentina, a meno che…
Se nel caso degli esuberi l’unico obiettivo è quello di liberarsi dei vari ingaggi pesanti, tanto nessuno sembra volerci spendere dei soldi per acquistarli a titolo definitivo, la situazione Beltran è un po’ differente. Non è un giocatore né scarso da accettarne la partenza solamente in prestito (come offriva il River) né forte da pensare che possa trovare qualcuno disposto ad investirci quei 10-15 milioni che potevano entrare dal Flamengo. O meglio, è difficilissimo che qualche club europeo decida di spendere quelle cifre per un giocatore che in Serie A, come punta, ha fatto pochissimo. Paradossalmente è stato più semplice cedere Nzola, perché l’obiettivo era liberarsi dell’ingaggio, perché in Serie A da centravanti ha comunque fatto buone cose allo Spezia e soprattutto perché, anche in questo caso potrebbe sembrare scortese, la Fiorentina avrebbe fatto di tutto pur di liberarsene. Per Beltran servirebbe l’offerta giusta e da un club di suo gradimento. Difficile.
E se qualcuno è stato già apparentemente rigenerato dalla cura Pioli, vedi Pongracic e Comuzzo, su Beltran ci vorrebbe un lavoro tecnico, fisico e mentale. All’argentino serve fiducia, sentire fiducia. Cosa che qui non avrebbe, né da parte di tifo né da dirigenza e tecnico, con la prima che lo aveva sostanzialmente già venduto e il secondo che lo sta vedendo solamente come ‘ultima’ alternativa.
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