'Ci ha ricordato l'importanza della Misericordia, lascia una chiesa sinodale e missionaria'

"Mi sembra significativo anche il fatto che il Papa è morto proprio il lunedì santo e siamo in questa settimana che ci prepara per la festa della Divina Misericordia, e come Giovanni Paolo II proprio il Papa ci ha sempre ricordato l'importanza della misericordia. Mi sembra che questa sia veramente la più bella e più grande eredità che Papa Francesco ci ha lasciato. Dio è amore, Dio è misericordia e ci accoglie tutti là dove noi siamo, e questo per noi è proprio il motivo della speranza. Se Dio ci accoglie, noi non possiamo che vivere veramente l'accoglienza reciproca perché la fedeltà a Dio va insieme alla fedeltà all'umanità che Dio ha tanto amato da dare il suo figlio unigenito". Così ricorda Papa Francesco l'arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, che è stato nominato proprio da Bergoglio.
    
La sua morte, ha aggiunto, "non ce l'aspettavamo e questa però noi lo viviamo veramente nella speranza, proprio come si diceva in questo Giubileo della speranza, ricordando la sua figura soprattutto, che è importante anche per la nostra città di Firenze: pensiamo alla sua visita nel 2015, sono 10 anni tra poco, e quello che ci ha sempre sottolineato è proprio il tema della Chiesa in uscita, e l'importanza di andare veramente verso le periferie, ricordando poi anche le figure luminose della nostra chiesa fiorentina come la figura di Don Milani e il suo insegnamento riguardo all'educazione, che è un modo con cui veramente si aiutano le persone a crescere e poter in questo modo essere protagonisti della storia".

La visita di Papa Francesco a Barbiana, ha osservato ancora, è "un ricordo per noi preziosissimo, e il modo migliore per custodire la sua memoria è di cercare veramente di seguire il suo esempio. Credere che proprio quando noi ci impegniamo per l'uomo, per l'umanità, è il modo con cui noi rendiamo gloria a Dio".

La Chiesa fiorentina ricorderà il Papa "a cominciare da stasera alle 21 con la veglia alla Santissima Annunziata, e poi le messe che celebreremo sia in Duomo, sia nelle parrocchie. Quello che noi faremo è soprattutto di ricordarlo nella preghiera, ma vorremmo proprio anche impegnarci davvero a custodire la sua memoria, quindi anche in modo particolare tutto quello che ci ha insegnato e che ha scritto". Quanto alla Chiesa post Francesco, Gambelli sottolinea: "lui ha tracciato una linea, di una chiesa sinodale e missionaria, e credo che su questo non si torni indietro". 
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