Il Corriere Fiorentino questa mattina ripercorre la storia degli ultimi cinque conclavi e dei cardinali legati alla Toscana, per nascita o per ufficio, che vi hanno preso parte, arrivando anche molto vicini alla nomina senza però riuscire ad essere eletti.
Perché, come spiega il quotidiano, avvalendosi anche del contributo dello storico della Chiesa Alberto Melloni e dell’ex docente della Normale di Pisa Daniele Menozzi, nell’elezione del nuovo pontefice si intrecciano, inevitabilmente, fede e politica.
Così, nel 1914 e nel 1922 ad andare molto vicino all’elezione a Pontefice fu il cardinale di Pisa Pietro Maffi, che però fu “battuto” dall’arcivescovo di Bologna Giacomo della Chiesa nel’14 e dal cardinale Achille Rialti, saliti a soglio pontificio con i nomi rispettivamente di Benedetto XV e Pio XI.
Quando Pio XI morì, nel 1939, tra i papabili successori ci fu anche l’allora arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa, un profilo che, racconta al quotidiano lo storico Melloni, in quel momento non era adatto alla carica di pontefice perché “troppo religioso, troppo austero”. E soprattutto antifascista, tanto da chiudere tutte le chiese di Firenze in occasione della visita in città di Hitler e Mussolini nel 1939.
E racconta ancora il quotidiano che proprio Dalla Costa, nel 1958, si adoperò affinché venisse eletto papa il futuro Giovanni XXIII, ovvero Angelo Roncalli.
Trascorsero gli anni, e al soglio di Pietro si avvicendarono altri papi: ad andare “vicini” all’elezione a Pontefice furono poi il cardinale di Firenze Giovanni Benelli, che però non venne eletto nei due conclavi del 1978 (nei quali furono eletti Giovanni Paolo I e, dopo la sua morte prematura, Giovanni Paolo II) e, infine, il cardinale Angelo Scola, vescovo di Grosseto.
Perché, come spiega il quotidiano, avvalendosi anche del contributo dello storico della Chiesa Alberto Melloni e dell’ex docente della Normale di Pisa Daniele Menozzi, nell’elezione del nuovo pontefice si intrecciano, inevitabilmente, fede e politica.
Così, nel 1914 e nel 1922 ad andare molto vicino all’elezione a Pontefice fu il cardinale di Pisa Pietro Maffi, che però fu “battuto” dall’arcivescovo di Bologna Giacomo della Chiesa nel’14 e dal cardinale Achille Rialti, saliti a soglio pontificio con i nomi rispettivamente di Benedetto XV e Pio XI.
Quando Pio XI morì, nel 1939, tra i papabili successori ci fu anche l’allora arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa, un profilo che, racconta al quotidiano lo storico Melloni, in quel momento non era adatto alla carica di pontefice perché “troppo religioso, troppo austero”. E soprattutto antifascista, tanto da chiudere tutte le chiese di Firenze in occasione della visita in città di Hitler e Mussolini nel 1939.
E racconta ancora il quotidiano che proprio Dalla Costa, nel 1958, si adoperò affinché venisse eletto papa il futuro Giovanni XXIII, ovvero Angelo Roncalli.
Trascorsero gli anni, e al soglio di Pietro si avvicendarono altri papi: ad andare “vicini” all’elezione a Pontefice furono poi il cardinale di Firenze Giovanni Benelli, che però non venne eletto nei due conclavi del 1978 (nei quali furono eletti Giovanni Paolo I e, dopo la sua morte prematura, Giovanni Paolo II) e, infine, il cardinale Angelo Scola, vescovo di Grosseto.
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