Botta e risposta sul nuovo calendario scolastico in Toscana e la possibilità per le scuole di decidere in autonomia giorni di chiusura anche per feste di altre religioni, tra l'europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi e l'assessore regionale all'istruzione Alessandra Nardini del Pd.
Al centro del dibattito, sulla scia delle polemiche sul caso di Pioltello, una lettera di Nardini sul calendario scolastico indirizzata ai dirigenti delle scuole toscane e all'Ufficio scolastico regionale, di cui Ceccardi sarebbe venuta in possesso.
Sulla stessa lettera è intervenuto ieri anche il consigliere regionale Fdi Gabriele Veneri. Per Ceccardi "il Pd si piega all'islamizzazione del nostro Paese e l'assessore toscano Alessandra Nardini, che non è nuova a questo tipo di iniziative, si dimostra ancora una volta tra i più fervidi sostenitori di questa deriva anti italiana. Siamo di fronte a una cieca presa di posizione ideologica che richiama chiaramente quanto accaduto a Pioltello per la celebrazione di fine Ramadan e che non ha nulla a che fare con l'autonomia scolastica, l'organizzazione didattica e le esigenze degli studenti".
In una nota Nardini giudica "gravissimo" che la lettera sia "arrivata nelle mani dell'europarlamentare Susanna Ceccardi prima che alle scuole. Mi chiedo come sia potuto accadere, anche se non stupisce visto il precedente analogo della relazione sull'ispezione ministeriale a Careggi. Intendo chiedere approfondimenti anzi, chiedo pubblicamente a Susanna Ceccardi come abbia avuto la lettera".
L'assessore ricorda che "la competenza sul calendario scolastico è delle Regioni, non del ministero. Rispondo molto volentieri alle accuse di Ceccardi, anche per smascherare la sua ignoranza in tema di scuola e la sua becera propaganda attraverso cui da anni strizza l'occhio ai razzisti. La lettera non cambia di una virgola quello che le scuole già potevano e possono fare grazie all'autonomia scolastica".
Per Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd, il fatto che la lettera sia "arrivata nelle mani di Ceccardi prima che alle scuole" è "grave e chiederemo al ministero spiegazioni. La lettera è stata ovviamente usata strumentalmente per alimentare la solita polemica elettorale su una delirante islamizzazione delle scuole che non esiste".
Anche Simona Querci, responsabile scuola del Pd toscano, è intervenuta sulla vicenda: "E' molto grave che una lettera indirizzata da un'assessora regionale ai dirigenti scolastici finisca nelle mani di esponenti politici anziché ai diretti interessati. E' altrettanto grave la strumentalizzazione che ne viene fatta, perché mette in discussione l'autonomia scolastica e la prerogativa della Regione nello stilare il calendario".
Per la donna "c'é poi l'aspetto politico, quello che ci oppone da sempre ai partiti di Ceccardi e Veneri, ovvero il sacrosanto principio di accoglienza e intercultura anche nell'istruzione. Alla destra manca la conoscenza del mondo della scuola, che la legge definisce, giustamente, 'comunità educante'. Stiamo assistendo a tagli economici, imposizioni ideologiche, anziché investimenti su strutture e personale. In Toscana, invece, abbiamo ben chiaro quale sia la missione della scuola pubblica".
Al centro del dibattito, sulla scia delle polemiche sul caso di Pioltello, una lettera di Nardini sul calendario scolastico indirizzata ai dirigenti delle scuole toscane e all'Ufficio scolastico regionale, di cui Ceccardi sarebbe venuta in possesso.
Sulla stessa lettera è intervenuto ieri anche il consigliere regionale Fdi Gabriele Veneri. Per Ceccardi "il Pd si piega all'islamizzazione del nostro Paese e l'assessore toscano Alessandra Nardini, che non è nuova a questo tipo di iniziative, si dimostra ancora una volta tra i più fervidi sostenitori di questa deriva anti italiana. Siamo di fronte a una cieca presa di posizione ideologica che richiama chiaramente quanto accaduto a Pioltello per la celebrazione di fine Ramadan e che non ha nulla a che fare con l'autonomia scolastica, l'organizzazione didattica e le esigenze degli studenti".
In una nota Nardini giudica "gravissimo" che la lettera sia "arrivata nelle mani dell'europarlamentare Susanna Ceccardi prima che alle scuole. Mi chiedo come sia potuto accadere, anche se non stupisce visto il precedente analogo della relazione sull'ispezione ministeriale a Careggi. Intendo chiedere approfondimenti anzi, chiedo pubblicamente a Susanna Ceccardi come abbia avuto la lettera".
L'assessore ricorda che "la competenza sul calendario scolastico è delle Regioni, non del ministero. Rispondo molto volentieri alle accuse di Ceccardi, anche per smascherare la sua ignoranza in tema di scuola e la sua becera propaganda attraverso cui da anni strizza l'occhio ai razzisti. La lettera non cambia di una virgola quello che le scuole già potevano e possono fare grazie all'autonomia scolastica".
Per Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd, il fatto che la lettera sia "arrivata nelle mani di Ceccardi prima che alle scuole" è "grave e chiederemo al ministero spiegazioni. La lettera è stata ovviamente usata strumentalmente per alimentare la solita polemica elettorale su una delirante islamizzazione delle scuole che non esiste".
Anche Simona Querci, responsabile scuola del Pd toscano, è intervenuta sulla vicenda: "E' molto grave che una lettera indirizzata da un'assessora regionale ai dirigenti scolastici finisca nelle mani di esponenti politici anziché ai diretti interessati. E' altrettanto grave la strumentalizzazione che ne viene fatta, perché mette in discussione l'autonomia scolastica e la prerogativa della Regione nello stilare il calendario".
Per la donna "c'é poi l'aspetto politico, quello che ci oppone da sempre ai partiti di Ceccardi e Veneri, ovvero il sacrosanto principio di accoglienza e intercultura anche nell'istruzione. Alla destra manca la conoscenza del mondo della scuola, che la legge definisce, giustamente, 'comunità educante'. Stiamo assistendo a tagli economici, imposizioni ideologiche, anziché investimenti su strutture e personale. In Toscana, invece, abbiamo ben chiaro quale sia la missione della scuola pubblica".
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