Il Partito democratico non ha fretta, ostenta calma alla vigilia della presentazione ufficiale del candidato sindaco del centrodestra, Gianni Cenni, sabato 24 febbraio al Garibaldi Milleventi. Ma di fatto un candidato sindaco del centrosinistra ancora non c’è. Tutto è rimasto congelato fino a oggi, 22 febbraio, in attesa che la Commissione affari costituzionali del Senato affrontasse la questione del terzo mandato per i sindaci dei Comuni con più di 15.000 abitanti.
La Lega lo voleva, Fratelli d’Italia ha fatto muro, il Pd era possibilista sotto la spinta dei suoi sindaci. Ma stamattina la Lega ha ritirato il proprio emendamento, che avrebbe spianato la strada al candidato naturale del Partito democratico, il sindaco uscente Matteo Biffoni, che in più di un’occasione, senza voler parlare pro domo sua, come presidente dell’Anci regionale aveva sostenuto che il terzo mandato fosse cosa buona e giusta.
Caduta l’ipotesi del terzo mandato, si aprono diversi scenari, sui quali bisogna fare una necessaria premessa. La mozione Schlein, vincitrice al congresso, ha bisogno di mettere una bandierina in una città che conti. E siccome a Firenze con Sara Funaro, a Livorno con Luca Salvetti e anche a Empoli con Alessio Mantellassi questa bandierina ancora non l’ha messa, è probabile che voglia piazzarla a Prato.
I nomi in campo sono sempre i soliti, ma negli ultimi giorni se n’è aggiunto uno che era comparso all’inizio e poi era sparito, quello dell’assessore regionale Stefano Ciuoffo, già assessore comunale all’Urbanistica. Lo penalizza l’età avanzata, lo avvantaggia l’esperienza di governo.
Gli altri sono quelli della consigliera regionale Ilaria Bugetti, del vice sindaco Simone Faggi, dell’assessora Ilaria Santi, del segretario provinciale Marco Biagioni. Quest’ultimo sarebbe il candidato naturale della mozione Schlein, avendo guidato i giovani leoni alla conquista della federazione, ma non è chiaro se abbia il consenso della maggioranza degli 86 membri della Direzione provinciale che dovrà formalizzare la scelta (ne servono molti più di 43 per non spaccare il partito).
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