Il clima società-tifosi si fa pesante. E ora?

Sponsor

E’ successo di nuovo. La situazione rischia di aver preso davvero una brutta piega. Non bastavano le dimissioni di Palladino, che già di per sé hanno creato una serie di voci incontrollate e incontrollabili in pieno stile ‘si diceva che avesse segnato anche Zoff di testa su calcio d’angolo’, adesso si è passati ad un livello superiore.
 
In fondo si sarebbe potuto far girare le voci che si vuole, su Palladino diciamo, ma fin dal momento in cui dalla bocca del Presidente sono uscite quelle parole sulle critiche, con annesso messaggio di stizza nei confronti della Curva Fiesole, c’era la sensazione che qualcosa di grosso stesse per accadere.
 
Ed eccoci qua. Il tifo organizzato non si è nascosto, non le ha mandate a dire, anzi, le ha proprio dette. Grosse. Attacchi per tutti, per Pradè, ma anche verso lo stesso Commisso. E la sensazione, o meglio il rischio, è che questo sia solo l’inizio.
 
“Maggioranza e minoranza”, ahi. Quel tasto dolente, quello che ha portato il tifo organizzato ad intraprendere negli anni una battaglia coi Della Valle, quel fuoco che ardeva sotto la cenere, ha fatto divampare un vero e proprio incendio. Ognuno si faccia l’idea che meglio crede nel merito. Se siano davvero i fiorentini brutti, sporchi e cattivi o se, dall’altra parte, non si potesse comunicare (e fare) in maniera differente.
 
Il problema, una volta pensato a quanto sopra, è chiaro: e adesso? Si ricomincerà con la rumba della contestazione aspra alla proprietà come già accaduto in passato? E la proprietà, in caso, come reagirà? E poi, chi verrebbe in questo clima ad allenare? A giocare? Chi resterebbe?
 
Incognite che già si erano create 20 ore fa, quando si è iniziata a diffondere la notizia che Palladino avesse rassegnato le proprie dimissioni, poche ore dopo che Commisso aveva parlato di “rapporto buonissimo con Raffaele, un figlio”, che Pradè aveva difeso ed elogiato il lavoro del tecnico, che si era parlato di incontro con cui si era iniziato a pianificare il futuro di tanti singoli e, dunque, con automatica reazione: “è uno scherzo?!”. No, non lo era. Non lo è. Neanche che si stia per accendere, ahinoi, un nuovo conflitto tra le parti in causa, i tifosi e la proprietà, di nuovo. Sappiamo tutti cosa questo possa provocare, i rischi giganteschi che ne conseguono, come già accaduto pochi anni fa.
 
E’ successo di nuovo, sì. Purtroppo. A prescindere da chi abbia cominciato, da chi abbia ragione o torto. A questa proprietà le critiche non sono mai piaciute. Sono sempre rimaste indigeste. Ma qui, come detto, si torna nel merito della questione, per cui ognuno può farsi l’idea che meglio crede. Un dato è fattuale: e adesso? Come se ne esce? Appunto, è successo di nuovo, sì. E a dirla tutta, era quasi inevitabile.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies