Come dodici mesi fa, almeno questo è l’augurio. Era la quinta giornata quando la Fiorentina di Palladino, fino ad allora mai vincitrice in Serie A e alle prese con una ricerca della propria identità più o meno simile a quella di oggi, rimontò la Lazio con un gran secondo tempo e da lì iniziò la sua scalata fino al sesto posto finale. Uno su tutti fu il protagonista di quel successo: Albert Gudmundsson. L’islandese, arrivato in viola con un problema fisico, subentrò coi laziali facendo il suo esordio in maglia gigliata segnando due rigori che scacciarono fantasmi e aprirono le porte dei sogni.
Domenica, a Pisa, Gud tornerà dal 1’ a supportare Moise Kean. Le indicazioni dicono che l’esperimento delle due punte non sta funzionando. Almeno adesso. La via migliore, dunque, sembra quella che porta all’islandese a supporto di Kean. Ovvio che serva una crescita generale di tutta la Fiorentina per pensare ad una risalita, collettiva, ma anche a livello di singoli. Ed ecco che il talento, le qualità di Albert potrebbero rappresentare un buon viatico per ri-accendere la scintilla di una Fiorentina che ha bisogno di non naufragare, di ritrovare la rotta e arrivare in porto.
Contro la squadra di Gilardino, proprio lui, che lo ha accolto in B al Genoa, con cui ha fatto vedere le cose migliori in Italia in Serie A due anni fa, Gud potrebbe vestire i panni dell’uomo della provvidenza.
Seguendo un copione da film, col classico finale…e vissero tutti felici e contenti. Questa è la speranza, a cui ci aggrappiamo anche per scongiurare la fobia del gol dell’ex di M’Bala Nzola e lo psicodramma che si potrebbe venire a creare in caso di altro passo falso della Fiorentina, contro un Pisa che attende la gara di domenica da oltre 30 anni e che…vabè, ci siam capiti. Meglio non pensarci neppure. Gud, pensaci tu!
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies
