Il titolo è volutamente cacofonico. Perché fra le tante e legittime battaglie che la Fiorentina sta combattendo da quando Rocco Commisso è diventato chairman c'è anche quella volta a diminuire lo strapotere dei procuratori all'interno dell'ambiente calcio. Un tema, questo, tornato di strettissima attualità anche nelle ultime ore con il caso Tessmann. L'accordo che dovrebbe portare il centrocampista del Venezia alla corte di Palladino è pressoché totale: c'è intesa coi lagunari per il prezzo di trasferimento e l'ok del giocatore per quanto concerne il contratto. E allora perché lo statunitense non è già a a sudare al Viola Park? Perché le commissioni che chiedono i procuratori del ragazzo sono ritenute eccessive da parte dei vertici gigliati. Parliamo di cifre importanti: ben 2 milioni di euro su un affare da 7 complessivi: quasi il 30% rispetto al prezzo di trasferimento.
Una richiesta che ha fatto irritare il patron gigliato che, su questo particolare tema, è estremamente sensibile e poco propenso a chiudere un occhio. Una posizione chiara e netta, che però cozza con quello che sta vivendo la Fiorentina al momento: una sostanziale emergenza per quanto riguarda il reparto di centrocampo a poco più di 10 giorni dall'inizio del campionato. Nessun acquisto, fin qui, in mediana dove a oggi ci sono i soli Mandragora, Barak e Bianco. E le commissioni chieste dai procuratori di Tessmann rischiano oggi di far rallentare ancor di più un mercato che procede troppo lentamente rispetto alle esigenze.
Una richiesta che ha fatto irritare il patron gigliato che, su questo particolare tema, è estremamente sensibile e poco propenso a chiudere un occhio. Una posizione chiara e netta, che però cozza con quello che sta vivendo la Fiorentina al momento: una sostanziale emergenza per quanto riguarda il reparto di centrocampo a poco più di 10 giorni dall'inizio del campionato. Nessun acquisto, fin qui, in mediana dove a oggi ci sono i soli Mandragora, Barak e Bianco. E le commissioni chieste dai procuratori di Tessmann rischiano oggi di far rallentare ancor di più un mercato che procede troppo lentamente rispetto alle esigenze.
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