Creare assemblee dei cittadini per il favorirne il coinvolgimento, predisporre il bilancio partecipato dei quartieri, stipulare patti di collaborazione per la presa in carico di beni comuni, co-pianificare il commercio, creare un coordinamento dei comitati di quartiere per la sicurezza urbana e predisporre un rendiconto online dello stato di avanzamento dei cantieri.
Sono alcuni dei dieci punti programmatici sulla democrazia partecipata, lanciati dalla leader di FirenzeDemocratica, Cecilia Del Re, durante una diretta social.
Le dieci idee, è stato spiegato, saranno parte del programma elettorale di Firenze Democratica.
"Nel corso dell'ultimo mandato - ha spiegato la politica - si è assistito ad una autoreferenzialità del sindaco, che ha amministrato la città senza un coinvolgimento dei cittadini. Basti pensare al progetto per il giardino della Carraia, che aveva pensato di trasformare in un giardino cartolina per i turisti sottraendolo ai residenti e alle famiglie del quartiere. Una mancanza di ascolto non solo dei cittadini, ma anche degli organi elettivi, in consiglio e nei quartieri, che più volte abbiamo rimarcato anche negli ultimi mesi di governo".
Firenze Democratica, ha rimarcato la donna, "è culturalmente diversa, e il nostro nome e la nostra storia nascono proprio da questo bisogno di dare valore alla partecipazione e alla rappresentanza. Siamo dunque una proposta alternativa al Pd fiorentino non solo per ciò che proponiamo, ma anche nel metodo che intendiamo adottare nella gestione dell'amministrazione cittadina".
Infine, ha concluso: "Un modello basato sull'ascolto, il decentramento e la diffusione di responsabilità perché siamo convinti che sia dal confronto e dal coinvolgimento degli individui che possano nascere le idee davvero innovative e rispondenti ai bisogni della nostra comunità".
Sono alcuni dei dieci punti programmatici sulla democrazia partecipata, lanciati dalla leader di FirenzeDemocratica, Cecilia Del Re, durante una diretta social.
Le dieci idee, è stato spiegato, saranno parte del programma elettorale di Firenze Democratica.
"Nel corso dell'ultimo mandato - ha spiegato la politica - si è assistito ad una autoreferenzialità del sindaco, che ha amministrato la città senza un coinvolgimento dei cittadini. Basti pensare al progetto per il giardino della Carraia, che aveva pensato di trasformare in un giardino cartolina per i turisti sottraendolo ai residenti e alle famiglie del quartiere. Una mancanza di ascolto non solo dei cittadini, ma anche degli organi elettivi, in consiglio e nei quartieri, che più volte abbiamo rimarcato anche negli ultimi mesi di governo".
Firenze Democratica, ha rimarcato la donna, "è culturalmente diversa, e il nostro nome e la nostra storia nascono proprio da questo bisogno di dare valore alla partecipazione e alla rappresentanza. Siamo dunque una proposta alternativa al Pd fiorentino non solo per ciò che proponiamo, ma anche nel metodo che intendiamo adottare nella gestione dell'amministrazione cittadina".
Infine, ha concluso: "Un modello basato sull'ascolto, il decentramento e la diffusione di responsabilità perché siamo convinti che sia dal confronto e dal coinvolgimento degli individui che possano nascere le idee davvero innovative e rispondenti ai bisogni della nostra comunità".
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