Ci sono momenti in cui sbagliare non è concesso. Per chi scende in campo con la maglia della Fiorentina, questo è uno di quelli. In ballo c’è il presente e il futuro della squadra viola, che col Betis si gioca l’accesso alla finale di Conference League e domani con la Roma sarà chiamata a tenersi aperte le porte dell’Europa via Serie A. Ecco perché l’errore su Bakambu di Comuzzo di giovedì, deve essere prontamente riscattato dal Soldato, che per sua fortuna già domani, all’Olimpico, avrà subito l’immediata occasione di buttarsi alle spalle quanto accaduto a Siviglia e rimettersi a fare quello che meglio sa fare: il marcatore.
Domani, se non altro, potrà contare sulla presenza al suo fianco di Pablo Marì. Sarà l’ex Monza a guidare la retroguardia di Palladino, ancora improntata sulla linea a tre, con Ranieri out per squalifica. E giovedì prossimo, ancora col Betis, Comuzzo sarà ancora lì, in campo dal 1’, vista l’indisponibilità in Europa di Pablo Marì poiché non in lista. 180’ minuti in cui il classe 2005 gigliato dovrà distinguersi in positivo, come negli ultimi mesi difficilmente gli sta riuscendo. O fa partite normali, o fa errori. Non buche clamorose, ma comunque sbagli a cui non aveva abituato nello scintillante inizio di stagione. Ecco, l’esigenza per lui e per la Fiorentina è di ritrovare quella versione di Comuzzo, quella che aveva conquistato la titolarità indiscussa della difesa viola scalzando il senatore Quarta, mettendosi alle spalle Pongracic e stregando Luciano Spalletti, che gli ha fatto saltare l’Under 21 chiamandolo direttamente in Nazionale A, finendo per essere cercato con forza dal Napoli a gennaio, quel Napoli che è capolista e in corsa per lo Scudetto, dove non è approdato perché Commisso voleva 40, e De Laurentiis arrivava a 5+25. E se già tra dicembre e gennaio Comuzzo aveva palesato alcune difficoltà, da lì in avanti è finito costantemente in panchina col cambio modulo.
C’è poco da fare, nella difesa a tre Comuzzo fa fatica. Soprattutto quando deve fare il Pablo Marì della situazione, ovvero quello che dei tre deve guidare la difesa e fare il perno centrale. Meglio, invece, quando è entrato per fare il centrodestra con Marì al suo fianco o quando veniva schierato da terzino destro nel vecchio modulo. Ma tant’è. Quello è il passato, l’altro ieri. Lo ieri è l’errore di Siviglia, l’oggi è la necessità di rifarsi subito a Roma e il domani è l’esigenza di confermarsi in positivo anche giovedì prossimo.
Salvate il soldato Comuzzo, che in parte ha anche il compito di doversi salvare un po’ da solo.
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