È al momento solo un’indiscrezione che però sta prendendo corpo sempre più, anche in assenza di comunicazioni ufficiali da parte del Governo americano. Ma la chiusura del consolato Usa a Firenze sta già facendo molto discutere sia la politica fiorentina che i cittadini americani che si trovano in Toscana.
Come scrive questa mattina La Nazione citando il New York Times, la decisione di tagliare ben 132 sedi diplomatiche -su un totale di 734- rientra nel più ampio tentativo della nuova amministrazione americana di abbassare i costi della spesa pubblica, a cominciare dal Dipartimento di Stato.
La decisione, com’è noto, coinvolge anche il consolato americano di Firenze, dal quale però per il momento non trapela alcuna reazione, dato che, spiega ancora La Nazione, fin qui ci sono state solo bozze e documenti non ufficiali: qualunque commento sarà rimandato a quando arriverà l’ufficialità della decisione del segretario di Stato Marco Rubio.
A non essere del tutto convinti della decisione dell’amministrazione sono però i numerosi cittadini americani che si trovano, per motivi di studio, vita o lavoro, a Firenze.
Come riporta La Nazione, contro la decisione del governo americano è stata organizzata una raccolta firme che in poco tempo ha raggiunto le mille sottoscrizioni. A promuoverla è stata l’ex funzionaria Ann Elizabeth Pollak, socia di Ailo (American International League of Florence Onlus), che non ha criticato la decisione di ridurre la spesa in sé e per sé, ma si è schierata contro la chiusura del consolato di Firenze: “La funzione è fondamentale, il consolato serve migliaia di cittadini statunitensi in Toscana, Emilia Romagna e San Marino” commenta Pollak, che ha già inviato la petizione al segretario di Stato Rubio.
Come scrive questa mattina La Nazione citando il New York Times, la decisione di tagliare ben 132 sedi diplomatiche -su un totale di 734- rientra nel più ampio tentativo della nuova amministrazione americana di abbassare i costi della spesa pubblica, a cominciare dal Dipartimento di Stato.
La decisione, com’è noto, coinvolge anche il consolato americano di Firenze, dal quale però per il momento non trapela alcuna reazione, dato che, spiega ancora La Nazione, fin qui ci sono state solo bozze e documenti non ufficiali: qualunque commento sarà rimandato a quando arriverà l’ufficialità della decisione del segretario di Stato Marco Rubio.
A non essere del tutto convinti della decisione dell’amministrazione sono però i numerosi cittadini americani che si trovano, per motivi di studio, vita o lavoro, a Firenze.
Come riporta La Nazione, contro la decisione del governo americano è stata organizzata una raccolta firme che in poco tempo ha raggiunto le mille sottoscrizioni. A promuoverla è stata l’ex funzionaria Ann Elizabeth Pollak, socia di Ailo (American International League of Florence Onlus), che non ha criticato la decisione di ridurre la spesa in sé e per sé, ma si è schierata contro la chiusura del consolato di Firenze: “La funzione è fondamentale, il consolato serve migliaia di cittadini statunitensi in Toscana, Emilia Romagna e San Marino” commenta Pollak, che ha già inviato la petizione al segretario di Stato Rubio.
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