Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, girando per le vie del centro storico di Firenze è pressoché impossibile non imbattersi in negozi che vendono oggetti e manufatti in pelle: un tempo punta di diamante dell'artigianato fiorentino, frutto di un'arte e di una sapienza secolare, che però, secondo il quotidiano, oggi è cambiata molto.
I negozi e le botteghe artigiane sono sempre meno, e girando in centro è facile imbattersi in negozi che vendono merce di dubbia qualità a prezzi molto bassi, sebbene, comunque, i lavoratori e gli addetti assicurino che si tratta di materiali provenienti dal territorio.
Ma non è solo la pelletteria, e quindi i suoi artigiani, a fare i conti con la trasformazione economica e sociale del centro storico e del territorio. In centro, scrive il quotidiano, negozi di souvenir e di cibo e bevande sono ormai la regola, avendo, di fatto, conquistato ogni spazio a disposizone, sostituiendosi alle attività più legate alla residenza (che in centro è sempre più risicata).
I negozi e le botteghe artigiane sono sempre meno, e girando in centro è facile imbattersi in negozi che vendono merce di dubbia qualità a prezzi molto bassi, sebbene, comunque, i lavoratori e gli addetti assicurino che si tratta di materiali provenienti dal territorio.
Ma non è solo la pelletteria, e quindi i suoi artigiani, a fare i conti con la trasformazione economica e sociale del centro storico e del territorio. In centro, scrive il quotidiano, negozi di souvenir e di cibo e bevande sono ormai la regola, avendo, di fatto, conquistato ogni spazio a disposizone, sostituiendosi alle attività più legate alla residenza (che in centro è sempre più risicata).
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