L'evento al a Palazzo Strozzi al Centro per l'Umanesimo Contemporaneo-Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento

Mercoledì 17 aprile alle 16, al Centro per l'Umanesimo Contemporaneo-Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento (Firenze, Palazzo Strozzi) si terrà l'evento "Diritti umani e genocidio. Dialogo tra un giudice e uno storico" con Marcello Flores e Silvana Arbia, attraverso il quale si proverà ad addentrarsi nella complessità del problema e delle sue molteplici risonanze e a delineare lo stato generale di salute dei diritti umani a 76 anni dalla Dichiarazione universale di Parigi (10 dicembre 1948).

La parola "genocidio" è un neologismo nato nel Novecento. Fu coniata nel 1944 dal giurista ebreo polacco Raphael Lemkin per esprimere un concetto composto dalla categoria di genere (génos) e da quella di eccidio (excidium da exscindere, annientare, distruggere).
Un lemma dall'applicazione tuttora contesa e discussa, a partire dalla sua capacità di rappresentare un tipo generale e ideale di 'violenza di massa' oltre specifici ambiti cronologici e storici.

Winston Churchill
ancor prima che il termine nascesse alluse alla necessità di una parola per indicare un 'crimine senza nome', ma nonostante l'individuazione della parola il problema del suo riconoscimento nella 'cronaca' e nella 'storia' è ancora aperto.
Sebbene con la Convenzione del 1948 il diritto internazionale ha sancito il significato di "genocidio" come definizione giuridica del tentativo di distruggere un popolo le controversie permangono e al contempo la realtà che il termine designa o potrebbe designare è in continuo movimento, scossa su scala globale da nuovi conflitti e nuove violenze.

Per queste ragioni occuparsi oggi della 'parola' vuol dire tornare a riflettere sui suoi molteplici referenti: la Shoah o i crimini di guerra degli anni Novanta (anzitutto Ruanda, Bosnia), la possibilità di dare un nome a nuovi e più recenti massacri. Il riproporsi del problema nel nostro tempo presente ne mostra infine il carattere  fondamentalmente politico e giuridico oltre che lessicale e storiografico

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