Casting aperto per il (forse) dopo Palladino

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A.A.A Cercasi allenatore professionista per club con forte ambizione. Il mood di queste ore è più o meno questo in casa Fiorentina. Si cerca il dopo Palladino, anche se ancora non c’è stata neppure la comunicazione del fatto che Palladino non sia più l’allenatore viola. Due righe? Che si fa? Vogliamo davvero dare l’idea che si provi a ricucire? Ma dai. Non scherziamo, questa è la Fiorentina signori. E se, dopo le bordate arrivate dal tifo organizzato, appare evidente la necessità di riporre l’ascia di guerra, intraprendendo la via del dialogo, l’unico modo che ha la proprietà, adesso, per calmare le acque è prendere in mano la situazione, annunciare un nuovo allenatore e ripartire.
 
Inutile, signori, che riempiate le città di volantini col faccione di Maurizio Sarri. Non tanto perché Lotito, ormai, è molto avanti nel trovare l’intesa, ma quanto perché qui, un allenatore che ha osato smentire la versione di Commisso e a suo tempo Barone, non ci verrà mai. E non vogliamo riaprire la questione. Sarri non verrà, anche se nelle ultime ore qualcuno ha sperato che si componesse la coppia con Giuntoli, qui, a Firenze. Quello sì che sarebbe stato un bel calmante sul clima di tensione coi tifosi. 
 
Come detto, è casting. Pioli, Farioli, Baroni? Certo, visto il clima che si è creato, Pioli sarebbe forse la scelta migliore, visto come riuscì a gestire le difficoltà della scomparsa di Astori e prima di quel dramma, il rapporto conflittuale tra una parte di tifoseria e l’allora proprietà. Curiosità, all’epoca Pioli dette le dimissioni, come ha fatto Palladino, per divergenze con la dirigenza. Tra l’altro, Pioli, riuscì non si sa come ad andare a rimettere i cocci a posto al Milan, arrivando a vincere lo Scudetto, punto più alto dei rossoneri negli ultimi anni. Quindi è finito all’Al Nassr, dove ha allenato Ronaldo, ma soprattutto ha strappato un accordo triennale per un compenso pari a 12 milioni di euro a stagione, per cui, ad oggi, se venisse a Firenze, rinuncerebbe a 24 milioni di euro dei restanti due anni di contratto che ha. Difficile, dunque, che venga qui a due spiccioli. Ma mai dire mai. In fondo conosce la piazza, a cui è legatissimo, e chissà che la voglia di tornarci non possa fare la differenza. Poi ci sono gli altri, come Daniele De Rossi, che ha fallito alla Spal in B, ha fatto una buona prima parte di semestre alla Roma l’anno scorso, salvo poi cadere sul finale e venire esonerato dopo 1 mese di stagione quest’anno. C’è sempre il problema dell’ingaggio che prendeva, anzi prende, dai giallorossi fino al 2027 di 3 milioni di euro netti all’anno dalla Roma. E comunque, sarebbe una grossa scommessa, un azzardo, tutt’altro rispetto a quello che servirebbe a questa Fiorentina adesso. Farioli? Bah, nome che stuzzica. Ha fatto bene al Nizza, benino all’Ajax dove ha perso lo Scudetto avendo 9 punti di vantaggio a 5 giornate dalla fine, ma almeno lui è già libero, avendo dato le dimissioni dai lancieri. E’ di scuola De Zerbi, di cui ha fatto il vice per vari anni per poi intraprendere l’avventura da allenatore in Turchia, chiudendo quinto al Nizza fino all’ultima esperienza in Olanda. E’ toscano, di Barga, ma forse ancora un po’ acerbo? Poi c’è Baroni, che di esperienza ne ha un po’ di più, ma sempre in realtà da zona salvezza, tranne quest’anno, dove dopo aver fatto un grande inizio di stagione è precipitato nel finale, uscendo dal Bodo/Glimt in Europa League e finendo dietro alla Fiorentina in Serie A, fuori dall’Europa. Lui è fiorentino, per cui saprebbe come ragiona questa piazza, ma resterebbe un nome da 0-0, cioè non quello che servirebbe adesso per riaccendere un po’ di entusiasmo e calmierare l’aria che tira. In tal senso, sarebbero più facili i nomi di Gilardino e Aquilani, con quest’ultimo che pare indirizzato a Bari, in B. Facili, sì. Ma non osiamo immaginare come profili del genere verrebbero presi da chi in questi giorni sta contestando il contestabile. Occhio anche agli outsider: Vieira su tutti, ma anche Igor Tudor, nome che circolava già nei giorni in cui Palladino pareva in bilico, profilo che piaceva molto a Daniele Pradè. Ecco, appunto, tra l’altro: Pradè? Decide lui? Si cambia? Un bel caos, non c’è che dire.  
 
A.A.A, cercasi allenatore. Il casting è aperto. E speriamo che la scelta si riveli azzeccata.
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