Droni protagonisti del convegno organizzato a Firenze da Istituto di fisica applicata Nello Carrara Ifac-Cnr, Università di Vigo, e la startup Abzero dal titolo 'The Impact of Drone Technology on Society: benefits and challenge', in corso di svolgimento fino a domani a Palazzo Medici Riccardi, con esperti di tutto il mondo.
"Abbiamo deciso di fare un simposio di due giorni per analizzare lo stato dell'arte in questo grande campo - spiega Angela Pirri, senior researcher in fisica applicata del Cnr - non solo lo sviluppo dei droni ma anche per tutte le applicazioni e la regolamentazione legata al loro uso. Domani ci sarà anche una discussione aperta con la città sulle infrastrutture del futuro che potranno garantire ai droni di funzionare, perché oggi pensare di farli volare in cielo in maniera non organizzata è assolutamente improponibile".
Secondo Pirri questa "regolamentazione" è la "sfida più grande", ma ci deve essere" anche una loro "accettazione sociale". "Perché spesso se ne parla come oggetti di morte perché vengono utilizzati nelle guerre per distruggere. Noi qui parliamo di droni per la vita, noi costruiamo dei droni e vogliamo sviluppare la tecnologia al servizio dell'uomo". Un "servizio" in molteplici settori: dall'agricoltura, alla sanità, alla protezione civile.
"In Italia - sottolinea ancora Pirri - abbiamo 600 aziende che ad oggi operano in questo settore. Nel 2024 il giro d'affari è stato di circa 500 milioni di euro. Le stime per il 2030 sono di 1.4 miliardi. In questa partita importante, l'Italia ha le skills per poterci stare". Ma, conclude, "anche le istituzioni devono poter aiutare queste startup, queste piccole imprese a crescere sempre di più".
"Abbiamo deciso di fare un simposio di due giorni per analizzare lo stato dell'arte in questo grande campo - spiega Angela Pirri, senior researcher in fisica applicata del Cnr - non solo lo sviluppo dei droni ma anche per tutte le applicazioni e la regolamentazione legata al loro uso. Domani ci sarà anche una discussione aperta con la città sulle infrastrutture del futuro che potranno garantire ai droni di funzionare, perché oggi pensare di farli volare in cielo in maniera non organizzata è assolutamente improponibile".
Secondo Pirri questa "regolamentazione" è la "sfida più grande", ma ci deve essere" anche una loro "accettazione sociale". "Perché spesso se ne parla come oggetti di morte perché vengono utilizzati nelle guerre per distruggere. Noi qui parliamo di droni per la vita, noi costruiamo dei droni e vogliamo sviluppare la tecnologia al servizio dell'uomo". Un "servizio" in molteplici settori: dall'agricoltura, alla sanità, alla protezione civile.
"In Italia - sottolinea ancora Pirri - abbiamo 600 aziende che ad oggi operano in questo settore. Nel 2024 il giro d'affari è stato di circa 500 milioni di euro. Le stime per il 2030 sono di 1.4 miliardi. In questa partita importante, l'Italia ha le skills per poterci stare". Ma, conclude, "anche le istituzioni devono poter aiutare queste startup, queste piccole imprese a crescere sempre di più".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














