E se domani…? Non scherziamo eh. Torna la Conference League, che potrebbe ancora salvare la stagione della Fiorentina. E torna in un momento in cui tutto e tutti sono in discussione. Società, dirigenti, allenatore e giocatori. Torna in un clima non semplici, con i tifosi pronti a sostenere la squadra, ma delusi e con la pazienza al limite. Torna in un Franchi semi deserto causa squalifica della Curva Fiesole che, per l’occasione’ dovrebbe spostarsi in zona maratona. Ma sono attese allo stadio circa 7000 persone.
Attacchiamo ci a tutto, prima alla speranza e poi anche a questa ‘’bendetta’’ Conference League che negli ultimi anni ha rappresentato per la Fiorentina molto più di una semplice competizione europea. Nonostante le delusioni cocenti delle due finali perse, questa manifestazione ha sempre avuto un effetto benefico sull'ambiente viola. Nel 2022 segnò il ritorno nelle coppe dopo cinque stagioni di assenza. Con Italiano diventò un obiettivo mancato all'ultimo momento, mentre sotto la guida di Palladino il cammino si interruppe in semifinale dopo aver regalato soddisfazioni. Per la tifoseria viola questa coppa ha sempre incarnato la possibilità concreta di conquistare finalmente un titolo. E un’Europa di maggior prestigio. Gli allenatori l'hanno utilizzata come strumento per rafforzare la propria credibilità e per navigare i momenti difficili della stagione. Nelle ultime tre stagioni, i risultati positivi in questa competizione hanno frequentemente attutito le critiche e contribuito a mantenere l'unità nell'ambiente. Proprio quello che Pioli cerca dalla gara di domani contro il Sigma Olomouc. Serve una vittoria accompagnata da una buona performance per dare ossigeno a una stagione iniziata in modo disastroso in Serie A, con la sfida contro la Roma che incombe domenica. L'avversario ceco sulla carta non spaventa, ma considerando le attuali difficoltà della squadra non va sottovalutato. Conquistare i tre punti permetterebbe anche di partire col piede giusto in una competizione europea che quest'anno appare meno agevole rispetto al passato. La Fiorentina rimane tra le candidate principali alla vittoria finale, tuttavia le squadre da affrontare già in questa fase iniziale sembrano più insidiose rispetto alle precedenti edizioni.
Quindi se domani la Fiorentina non dovesse vincere, si aprirebbero scenari ancor più cupi di quelli attuali per l’allenatore Stefano Pioli, chiamato ad una successiva ed immediata conferma nella gara di domenica contro la Roma capolista.
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