Il centrocampista viola cerca la sua svolta

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Il contemporaneo successo last minute di Udine e quello del Lecce contro la Lazio, non ha solamente mandato in Europa la Fiorentina, ma ha anche fatto scattare l'obbligo di riscatto di Nicolò Fagioli.
 
Il cartellino del centrocampista è diventato, dunque, di intera proprietà della società viola. E, dopo le difficoltà riemerse in seguito ad una vicenda che ne aveva già rallentato la carriera, per cui l’ex Juventus ha già pagato, questo potrebbe essere l’anno della svolta per il classe 2001.
 
Quell’ingresso a San Siro contro l’Inter, con quel pallone in profondità per Kean, se lo ricordano ancora in molti. Fu un lampo, seguito da qualche altra giocata, soprattutto contro la sua ex Juventus, 1 gol col Panathinaikos e 1 all’ultima giornata contro l’Udinese.
 
Lampi, dicevamo. In mezzo ci sono state anche una sequela di partite in cui è sostanzialmente stato trasparente ed altre in cui ha messo a referto un errore dietro l’altro. Anche nelle cose semplici, segno evidente che, con la testa, era ripiombato in vecchi fantasmi, per vecchie situazioni, con vecchie intercettazioni e presunti scoop dei quali, sinceramente, ad oggi ci interessa poco e niente. Quello è il passato, è già stato analizzato e giudicato dalle autorità, perciò pietra sopra e guardare avanti. Da fuori parrebbe facile. Poi, però, se ti ci ritrovi dentro, non è così. Detto ciò, tra qualche giorno inizierà un nuovo capitolo. Fagioli si è già messo al lavoro, come testimoniato da alcuni scatti social. Tra una settimana Pioli aprirà i cancelli del Viola Park, una figura di garanzia con cui eventualmente anche parlare. E sappiamo bene che Stefano non è una persona banale. Non che Palladino lo fosse, ma insomma. Lo spessore umano di Pioli lo conosciamo.
 
E poi c’è l’aspetto tecnico. Con Palladino il pallone passava sostanzialmente sempre sopra la testa di Fagioli, con palloni lunghi per Kean, senza valorizzare mai le qualità tecniche dei centrocampisti. Con Pioli il copione si annuncia differente. Non per caso la dirigenza viola sta continuando a provare a prendere Bernabé, dopo gli innesti di giocatori tecnicamente e qualitativamente di spessore come Fazzini e Dzeko. E, dunque, la valorizzazione di Fagioli.
 
Presupposti per sperare in un’ottima stagione, generale ma anche di Fagioli, ce ne sono, dunque. Dopo il tourbillon in cui era finito nell'ottobre 2023, era rientrato stabilmente l’anno scorso in un caos come quello generato da Thiago Motta, per poi arrivare a Firenze a metà stagione, con tutte le difficoltà del caso a cui aggiungere il non gioco impartito ai suoi da Palladino. O meglio, un contesto tecnico-tattico che mal si addice alle caratteristiche di uno come il centrocampista di Piacenza. Ora, con l’arrivo di Pioli, con la possibilità di lavorare assieme a compagni e tecnico dal primo giorno di ritiro, con una ritrovata serenità…si spera possa essere l’anno in cui Fagiolino esploda definitivamente.
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