Possibile esordio dal 1’ contro il Como

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C’è voglia di vedere all’opera Nicolò Fagioli. Inutile far finta di nulla. Se una certa curiosità c’era già prima del suo ingresso a gara in corso lunedì a San Siro, è bastato vedergli giocare 3-4 palloni contro l’Inter per intravedere una discreta qualità. Quel lancio in verticale per Kean su cui l’attaccante viola non è arrivato per un soffio ha fatto brillare gli occhi di molti (palla col contagiri quasi perfetto, in profondità, facendo fuori tutta la difesa nerazzurra), anche perché fatto con una naturalezza che tradotto vuol dire qualità.
 
Domenica contro il Como Fagioli si candida con forza ad una maglia da titolare. In primis perché il suo alter ego nel centrocampo della Fiorentina Adli non è ancora del tutto recuperato dal problema alla caviglia che lo ha costretto a saltare la sfida di San Siro, ma anche perché gli altri hanno tutti caratteristiche differenti rispetto all’ex Juve, Cataldi su tutti. Se Ndour è ancora tutto da scoprire, che Richardson e Mandragora partano dietro come qualità rispetto a Fagioli sembra abbastanza evidente. Poi c’è Folorunsho, che Palladino sta utilizzando in altre zone di campo.
 
Ecco che il tandem Cataldi-Fagioli intriga. Eccome! Potrebbe essere questa la coppia di centrocampisti da mettere in campo domenica col Como. Difficile credere che Palladino rinunci a Folorunsho come esterno, anche perché Zaniolo dovrebbe giocare davanti al posto di Kean (out per squalifica). Quindi Dodo torna dietro a destra, togliendo a Fagioli un competitor per la mediana come l’ex Napoli.
 
Curioso come Palladino lo abbia inizialmente schierato come trequartista a San Siro, più libero di muoversi tra le linee piuttosto che agire da play basso. Da capire, inoltre, come il tecnico viola deciderà di utilizzarlo con la rosa al completo. Che Fagioli abbia doti, qualità, visione di gioco e tecnica è sembrato lampante. Ma lo era stato anche per Pirlo (che lo fece esordire in Serie A a 20 anni), per Pecchia (che lo volle con forza alla Cremonese in B), per Allegri che lo lanciò stabilmente in prima squadra a 21 anni, per Mancini (che lo convocò in Nazionale) e per Spalletti (che lo ha portato all’Europeo nonostante avesse saltato oltre metà stagione per le note vicende personali). Thiago Motta non lo ha molto considerato alla Juventus, cose che capitano a quelle latitudini (ogni riferimento a Kean non è casuale). E ora c’è voglia di vederlo giocare. Magari già dal 1’, domenica, col Como.
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