Il centrocampista viola è chiamato a spiccare il volo

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‘Abbiamo tenuto Fagioli. Fagiolino, ora deve diventare Fagiolone’, cit. Daniele Pradè. E’ arrivato il momento, proprio quello, in cui da promesse si deve diventare realtà, da speranze ci si trasforma in certezze. Continue, non ogni tanto. Ora tocca a Fagioli diventare uno dei leader tecnici della Fiorentina. L’investitura ce l’aveva messa Commisso spendendoci 13,5 milioni di euro, il carico ce lo ha messo il ds viola eleggendo il centrocampista ex Juve tra coloro dai quali ci si attende un salto di qualità che non può più aspettare.
 
Cosa è Fagioli? Regista, mezz’ala, interno di costruzione, rifinitore? Non lo si è ancora capito. L’impatto fu illuminante, con quell’ingresso a San Siro in Inter-Fiorentina, con quel pallone in profondità per Kean e con alcuni tocchi di palla d’alta classe. Poi, però, quelle premesse sono state spesso disattese. Certo, quel modo di giocare che aveva dato alla Fiorentina Palladino, con palla lunga da dietro per la punta, non hanno contribuito alla messa in mostra delle sue doti. Anzi.
 
Le prime quattro gare di questa stagione sono poco indicative, ma hanno chiarito che Fagioli non è propriamente un regista. Molto meglio dovrebbe andare con l’inserimento di Nicolussi Caviglia a cui affidare i compiti di regia, chiedendo a Fagioli di fare la mezz’ala. Ecco, sì, ora che è arrivato l’ex Venezia ci sono tutti i presupposti per iniziare il percorso che porti Fagioli-no a diventare Fagiol-one.
 
Dal punto di vista tecnico, ma anche mentale. Di sicuro quegli spettri del passato non lo avevano lasciato indifferente, ma ora è giunto il momento di buttarsi definitivamente tutto alle spalle. E iniziare a volare.
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