In un’estate in cui sono arrivati Pioli, Dzeko e Piccoli, sono rimasti a suon di milioni De Gea e Kean, è stato riscattato Gudmundsson più varie ed eventuali come le voci sull’uscita di Comuzzo, Dodo etc etc,Jacopo Fazzini di copertine se n’è prese pochissime. Eppure, in fin dei conti, il suo innesto è nella top5 degli acquisti più costosi di questa sessione di calciomercato della Fiorentina.
I 10 milioni di euro versati dalla società viola nelle casse dell’Empoli, infatti, sono inferiori solamente ai 25+2 di Piccoli, ai 15 per Sohm, ai 13,5 per il riscatto di Fagioli e i 13 spesi per riscattare Gudmundsson. Quasi il doppio di quelli tirati fuori per Lamptey, più di quelli versati all’Union Berlino per prelevare il cartellino di Gosens e di quelli che teoricamente, trattandosi di diritto/obbligo di riscatto a determinate condizioni, finiranno al Venezia per Nicolussi Caviglia.
Pradè ha volato alto, almeno in prospettiva: “Quella di Fazzini è la prima operazione che abbiamo fatto successivamente all’arrivo di Pioli. Diventerà un giocatore importante anche in ottica della Nazionale”. C’è grande fiducia nelle doti del talento classe 2003. Fin qui è sceso in campo sempre a livello di presenze, cioè 4 volte su 4 gare, per almeno 1’. Di minuti totali, tuttavia, ne ha collezionati solamente 119 sui 360 totali (recuperi esclusi). Dal 1’ ha giocato solamente a Reggio Emilia col Polissya, essendo tra i pochi a non demeritare nel disastroso approccio avuto dalla Fiorentina, con una grande azione personale sfociata con un palo da ‘urlo’. Tornando alla premessa, se quella palla fosse entrata…in copertina ci sarebbe finito di diritto. Ma potrebbe essere solamente questione di tempo.
Sabato contro il Napoli, con Gudmundsson non al meglio, la possibilità che Fazzini prenda il posto dell’islandese per fare da supporto a Moise Kean c’è. Non è la principale, perché resiste l’ipotesi del tandem Kean-Piccoli, ma c’è. Ci sarebbe anche Dzeko in corsa, in un pacchetto offensivo in cui Fazzini si trova a confrontarsi con il bomber della Nazionale azzurra e vice capocannoniere della scorsa Serie A, una punta pagata 25 milioni, Gudmundsson e il veterano Dzeko. Non proprio come Nzola, Cabral, Jovic e Belotti. Nonostante la concorrenza di spazio ce ne sarà. Se, come dichiarato, l’obiettivo è vincere un trofeo, con le basi che ci sono, quest’anno potrebbero esserci 38 partite di campionato, 6 del girone più 7 in caso di arrivo in finale, che potrebbero diventare 9 se la Fiorentina dovesse passare dal playoff post girone, più 5 in caso di arrivo in finale di Coppa Italia. In totale, dunque, si va dalle teoriche 56 alle 58 partite in caso di arrivo in entrambe le finali. Nel caso di almeno una finale sarebbero almeno 49 (in caso di eliminazione inattesa dal girone senza passare neppure dai playoff e raggiungimento della finale di Coppa Italia). Occasioni, insomma, ce ne saranno. Per tutti, ma per uno dal talento di Fazzini qualcuna di più.
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