Potrebbe essere l’anno della svolta per la Fiorentina. In parte un upgrade c’è già stato col passaggio ad una guida tecnica esperta e di primissimo livello come Pioli, piuttosto che il solito giovane emergente di turno. Il resto della Serie A è una grossa incognita, con stravolgimenti in quasi tutte le panchine delle big e diversi club alle prese con varie difficoltà. Può essere il momento in cui fare quel salto che da tempo la Fiorentina va cercando, dando l’assalto alla Champions League.
Non stiamo facendo voli pindarici, ma è il contesto generale a indurre all’ottimismo. Fotografando lo stato delle cose al giorno di oggi, se tutto andasse come deve andare, la Fiorentina potrebbe presentarsi al ritiro estivo con la squadra già pronta. Manca un regista, o comunque un centrocampista centrale importante, poi c’è già tutto. E quello che c’è è anche molto buono. Pesano due/tre grossi se: Dodo, Kean e Mandragora. Se l’attaccante dovesse partire cambierebbe tutto. Ma Moise, ad oggi, è qui. Anche su Dodo la situazione è in divenire e potrebbe trovare schiarite col lavoro di mediazione di Pioli, così come su Mandragora.
La squadra che ha raggiunto il sesto posto vedrà lo stesso undici tipo di partenza confermato, tranne Cataldi. Gli altri che sono andati via non erano dei titolarissimi (Folorunsho, Adli, Colpani, Zaniolo). Il blocco titolare c’è ancora tutto, con Dzeko, Fazzini e Viti in più, oltre ai rientranti dai prestiti. Un anno fa di questi tempi Palladino iniziò a lavorare puntando su sistemi di gioco sperimentali, cercando di rilanciare Sottil e con in mediana i soli Mandragora, Bianco e Amrabat, dovendo attendere fine agosto/inizio settembre per avere il grosso degli innesti. Ed era giovane. Al suo posto, adesso, ci sarà un allenatore esperto e top, e la squadra è già pronta quasi al completo.
Se si trovasse il modo di avere garanzie da Kean (anche post clausola) e si ricucisse con Dodo, basterebbe comprare un centrocampista di qualità e ci sarebbe già tutto per partire in quarta. Sarebbe superfluo ricordare quanto sia cruciale abbandonare la dimensione di ‘squadra da Conference’ per andare a fare investimenti differenti. Il Como è un’eccezione, l’Atalanta è l’esempio. E’ vitale fare quello step, svoltare.
Rispetto a tante annate precedenti, a questo giro ci sono basi molto più solide. Aver rinnovato De Gea, riscattato Gudmundsson, avere una difesa già completa, un pacchetto di esterni composto da Dodo, Gosens, Parisi e Fortini, poter ripartire da Fagioli, Kean, Dzeko, Fazzini con qualche altro innesto funzionale al posto dei tanti esuberi….lascia ben sperare. Sempre che, come da premessa, quei due/tre se si risolvano nel migliore dei modi.
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