Col Betis in ballo l’oggi e il domani per la Fiorentina

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C’è ancora qualcosa in cui sperare. A 20 giorni dal termine della stagione, la Fiorentina di Palladino può scrivere uno dei capitoli più belli della recente storia del club viola. Dove per recente si intende un quarto di secolo come astinenza da trofei, ma anche il quasi decennio di mancanza almeno dall’Europa League, mentre la possibilità di ritornare a distanza di 15 anni in Champions sembra ormai definitivamente sfumata.
 
Tutto, qualcosa o niente. In caso di eliminazione o non vittoria della Conference League, infatti, la Fiorentina rischierebbe di restare fuori da ogni competizione europea per la prossima stagione, come non le accade da tre anni a questa parte, ma anche di dover sperare di rifare un’altra volta la Conference la prossima stagione, visti gli incastri che si stanno creando in Serie A (il sesto posto, ad oggi, darebbe il pass per quella competizione). A quel punto servirebbe il quinto posto, che però dista 4 lunghezze da recuperare nelle ultime 3 giornate a due tra Roma, Lazio e Juve (il Bologna non lo consideriamo perché coi rossoblu la Fiorentina deve solamente vincere, altrimenti ogni conteggio sarebbe vano e superfluo). In palio giovedì c’è la speranza di ottenere qualcosa per l’oggi, ma anche di progredire in ottica domani. Alzare al cielo la Conference League non sarebbe ‘soltanto’ una rivincita dopo le due finali consecutive perse e interrompere un digiuno storico (periodo più lungo senza trofei per la Fiorentina), ma anche di accedere all’Europa League. In sostanza: fare uno step, crescere.
 
Perché se è vero che per i viola c’è la possibilità di ri-fare una finale europea (per il terzo anno consecutivo), è altrettanto vero che si tratta sempre della stessa competizione, che è l’ultima di quelle Uefa. In pratica la Fiorentina è sempre lì, da tre anni, anzi quattro: una squadra da Conference. E mai come in questa stagione l’etichetta sembra stare stretta a questa rosa. Sia per come si era messa la stagione dopo le otto vittorie di fila del girone d’andata, sia per i valori assoluti che Palladino ha a disposizione: portiere forse più forte della Serie A, o comunque nella top 3 e centravanti vice capocannoniere del campionato su tutti.
 
C’è voglia di crescere. La prospettiva, in caso di uscita col Betis, sarebbe devastante. Già lunedì sera a Venezia, infatti, le porte dell’Europa League via campionato potrebbero chiudersi. A quel punto lo spettro del niente sarebbe concretissimo. Poi, certo, in Finale ci sarebbe comunque un ostacolo che sulla carta sembra insormontabile. Ma lo si è visto con l’Inter, mai dire mai, neanche quando subisci 6 gol dal Barcellona, sei sotto al 92’, con gli avversari che sbagliano occasioni su occasioni e sei inferiore. Battere il Chelsea sarebbe molto (moltissimo) difficile. Ma oltre alle incognite che propone una gara secca, ci sarebbe soprattutto il prolungamento della speranza di un futuro migliore, non del solito (in caso di accesso in Conference via Serie A) o di un passo indietro (nel caso in cui la Fiorentina restasse fuori da tutto).
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