Si chiama Bologna, ma si legge bivio per la Fiorentina. Non è la prima volta, soprattutto in questi ultimi anni, ma domenica la sfida ai rossoblu felsinei ha il classico sapore del ‘dentro o fuori’. Il successo di giovedì in Austria col Rapid Vienna ha spazzato via qualche nuvolone su Firenze, ma il cielo è ancora scuro all’orizzonte. Basti vedere la classifica, col Pisa che nel dubbio si è andato a prendere un punto a San Siro col Milan, per capire quanto sia delicata per i viola la sfida col Bologna.
3 punti ottenuti in 7 giornate è un bottino orribile, anzi, spaventoso. Perché con questo trend…inutile dirlo. Ma è anche inutile negarlo. C’è da prenderne consapevolezza. Certo, diverse vicissitudini hanno condizionato questa prima parte di cammino in Serie A della Fiorentina, dal rigore di San Siro al gol subito a Cagliari allo scadere passando per gli errori sotto porta contro la Roma, ma ora gli alibi si azzerano.
Sarà un vero e proprio bivio quello di domani al Franchi per la Fiorentina, che mercoledì tornerà in campo a San Siro contro l’Inter. Due impegni in cui il coefficiente di difficoltà si innalza. Sicuramente di molto rispetto al Rapid affrontato e battuto giovedì. Ma, come detto, ora è il momento di reagire. Non c’è più tempo da perdere.
Il Bologna è l’occasione ideale per iniziare ad uscire dal tunnel. Contro l’ex, Vincenzo Italiano, a cui mandiamo un augurio di pronta e completa guarigione ovviamente, che l’anno scorso riuscì a interrompere quella straordinaria cavalcata dei viola di Raffele Palladino che al Dall’Ara persero 1-0, stoppando la serie record di 8 vittorie consecutive con cui l’ex tecnico gigliato aveva trasformato un avvio di stagione complicato in un cammino da sogno. Quella fu una partita in cui accadde di tutto, dal lutto pre gara che colpì Palladino, che lasciò il ritiro in Emilia per tornare a casa per la morte della madre, con un avvio travolgente dei viola tra errori sotto porta ed un rigore non dato clamoroso, salvo poi cadere nella ripresa. Al fischio finale Italiano esultò e nel dopo gara Pradé gliene disse di tutti i colori, poiché accusato di essere stato poco rispettoso visto il lutto che aveva colpito il tecnico avversario.
Al ritorno, invece, Vincenzo Italiano tornò a Firenze da fresco vincitore della Coppa Italia, con tutto quello che ne conseguì a livello emotivo (visto che da allenatore viola le tre finali le aveva perse tutte e tre), mentre la Fiorentina era appena uscita dalla Conference League per mano del Betis, in una serata in cui il Franchi espresse tutto il suo malcontento per un’annata che stava vedendo i viola sempre più lontano dai sogni di gloria e sempre più vicini al flop. Palladino, Pradé, Commisso, la squadra….tutti contestati. Nonostante ciò la Fiorentina vinse in rimonta, allo scadere, e si tenne aperta una porta verso la ri-qualificazione in Europa, che sarebbe stata poi ottenuta a Udine all’ultimo tuffo, anche se ancora in Conference.
Tante volte gli incroci col Bologna sono stati un bivio, come quando Paulo Sousa salvò la sua panchina vincendo al Dall’Ara, o quando sempre in Emilia debuttò Iachini come allenatore della Fiorentina. O ancora quando Pioli espugnò il Dall’Ara 1-2 con gol di Federico Chiesa dopo due reti dalla bandierina, ma soprattutto dopo il 4-1 subito in casa col Verona, con doppietta di un certo Moise Kean, che fece scattare la contestazione del popolo viola. Da lì a breve, sappiamo tutti cosa sarebbe accaduto, con la scomparsa di Davide Astori.
Bologna, il Bologna, un bivio. Domani la Fiorentina non può sbagliare. Deve vincere a tutti i costi. Magari provando a sfruttare l’onda lunga del convincente successo di Vienna, in cui si è vista forse la miglior versione della viola di Pioli di questo inizio di stagione. Ora, però, è tempo di riprove.
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