Altra intervista, altra corsa. Passano i mesi e gli anni ma la situazione della Fiorentina è più o meno sempre la stessa. Anche nell'ultimo intervento di Rocco Commisso alla Gazzetta, il nodo di come questo club possa fare a crescere resta centrale. Non aumentando i ricavi (che diminuiranno a causa del tema infrastrutture), la Fiorentina sembra destinata a rimanere nel suo ‘orticello’ dove staziona da tre anni, che comunque è il punto più alto della gestione Commisso: settimo/ottavo posto, sperando di vincere o la Coppa Italia o la Conference League.
Il leitmotiv del ‘fare meglio dell’anno scorso’ che aveva contraddistinto gli obiettivi delle ultime due annate è stato sostituito dalla parola ‘ambizione’. Che poi, andando su un qualsiasi dizionario, vuol dire più o meno la stessa cosa (desiderio assiduo ed egocentrico di affermarsi e distinguersi - In senso positivo, desiderio legittimo di migliorare la propria posizione o di essere valutato secondo i propri meriti).
La sensazione è che anche con la recente campagna acquisti la Fiorentina attenda di capire come e se sarà possibile provare a spiccare il volo, sempre mantenendo fede al tema della sostenibilità. Il saldo tra entrate e uscite è stato più o meno a zero, con una serie di operazioni portate avanti sulla base del prestito con diritto o obbligo di riscatto. Facendo due conti volanti, alla Fiorentina servirebbero 60 milioni di euro tra dodici mesi per riscattare tutti i giocatori che ha preso questa estate (Gosens, Adli, Cataldi, Gudmundsson, Bove e Colpani), tra diritti e obblighi a determinate condizioni. Come a dire: vediamo prima cosa facciamo, poi vedremo. Il problema è anche legato alle tante risorse economiche che nel corso di questi ultimi anni sono state buttate, tra calciatori che non hanno funzionato e altri che hanno fatto disastri. Fin qui nulla di nuovo.
Riuscire ad inserirsi tra le solite note e l’Atalanta, dunque, resta la base di partenza anche per questa stagione per la Fiorentina. “La squadra è più forte dell’anno scorso”, ha detto Rocco Commisso. Aspetto che sulla carta può trovarci anche d’accordo, ma che dal dopo sosta la squadra dovrà dimostrare anche sul campo. Palladino in primis, chiamato a raccogliere l’eredità di un Italiano che, con tutti i suoi limiti e difetti, era riuscito da subito a dare un’identità alla sua Fiorentina, mentre l’attuale tecnico viola non è ancora riuscito a dare (come da lui stesso dichiarato).
Da domenica, dunque, si attendono riprove, al netto del fatto che di fronte ci saranno Atalanta, Lazio, Empoli, Milan con anche il TNS in Conference League. Potrebbe apparire illogico aspettarsi 5 vittorie, ma sicuramente è auspicabile, se non obbligatorio, pretendere di vedere miglioramenti e progressi. Sperando, poi, che la Fiorentina possa fare quello scalino che in questi anni, tuttavia, non è mai riuscita a fare anche, se non soprattutto, per propri demeriti.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies
