Da Chiesa e Vlahovic fino a Nico, il rapporto dell'attuale dirigenza con i propri gioielli è sempre stato complicato

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L'arrivo di Rocco Commisso alla guida della Fiorentina ha segnato un'epoca di grandi speranze, ma anche di relazioni complicate con alcuni dei suoi giocatori più talentuosi. Tutto ebbe inizio con Federico Chiesa nell'estate del 2019, un preludio a una serie di scontri che avrebbero caratterizzato gli anni successivi.

IL CASO CHIESA. Federico Chiesa fu il primo a mettere in luce le difficoltà di gestione dei top player da parte della nuova proprietà. Nell'estate del 2019, il giovane talento desiderava trasferirsi alla Juventus, ma Commisso e il suo braccio destro Joe Barone non volevano presentarsi alla tifoseria con una cessione così significativa. Il famoso confronto a New York, sotto gli occhi dei giornalisti, culminò con la decisione di rimandare la partenza di Chiesa di un anno. Alla fine, però, anche lui lasciò la Fiorentina.

TORREIRA. Un altro caso emblematico fu quello di Lucas Torreira. Il centrocampista uruguaiano, preso in prestito, non fu riscattato a causa di un conflitto tra il defunto direttore generale e il suo procuratore. Le questioni economiche prevalsero su qualsiasi altra motivazione, nonostante i tentativi di far passare la vicenda come una semplice incompatibilità con l'allenatore Vincenzo Italiano.

LA SAGA VLAHOVIC. Anche Dusan Vlahovic visse una situazione di continua tensione. Il tira e molla per il rinnovo contrattuale, i botta e risposta con il suo agente e infine la cessione alla Juventus a gennaio, nel pieno della lotta per un posto in Champions League, segnarono un altro doloroso addio per i tifosi viola.

LE ULTIME VICENDE. Non sono mancati i momenti difficili anche con altri giocatori di spicco. Le tensioni con Amrabat, ancora in corso, così come i dissapori con Castrovilli e Bonaventura, dimostrano che il clima non è dei più sereni.

IL CASO NICO. La storia più recente riguarda Nico Gonzalez. Il giocatore argentino è al centro di trattative con Atalanta, Juventus e Atletico Madrid. Ha già espresso la sua apertura a una cessione, a condizione che l'offerta soddisfi sia le sue richieste economiche e di ambizioni che quelle della Fiorentina. La società valuta Nico tra i 35 e i 40 milioni di euro, una cifra che permetterebbe di andare alla ricerca di un sostituto adeguato.

LA SOLUZIONE. In pole position per sostituire Gonzalez c'è Albert Gudmundsson. La Fiorentina ha già riavviato i contatti con i procuratori dell'islandese, puntando su un prestito con obbligo di riscatto tra i 20 e i 25 milioni di euro. Il giocatore ha dato il suo benestare all'operazione.

Nel frattempo, il tecnico Palladino attende con impazienza rinforzi a centrocampo. La società sta cercando di accontentarlo, anche se il tempo stringe: mancano solo 15 giorni all'inizio del campionato, e il mister desidera lavorare con una squadra completa e pronta per le sfide future.
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