Appuntamento con la storia per la Fiorentina

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La Fiorentina si appresta a sfidare nuovamente il Bruges cercando il pass per la finale di Atene. Che ci sia, eventualmente, l'Olympiakos o l'Aston Villa ad occupare l'altro slot di finaliste poco importa. Almeno oggi, ed anche domani. La Fiorentina ci deve provare. Non solo, ci deve riuscire. Andare in finale potrebbe permettere a questo gruppo di calciatori, a questo allenatore e a questa dirigenza di dare un senso ad una stagione che, purtroppo, in campionato pare aver preso l’andazzo verso una lotta per un nuovo accesso alla prossima Conference (traguardo che scalda pochissimo). Per quanto ci siano ancora delle velleità di qualificazione all’Europa League pure via campionato, è inutile far finta che questo gruppo sia a corto di energie, fisiche e mentali. Gli altri, vedi Lazio e Napoli, non stanno meglio, ma non hanno altri impegni se non quelli di campionato. E’ perciò difficile pensare che questa Fiorentina possa fare filotto nelle ultime 4 sfide in calendario con Monza, Napoli, Cagliari e Atalanta. I limiti della Fiorentina si sono visti in maniera lampante a Verona.

E allora sì, dev’essere all-in sulla Conference, dimensione in cui questa società naviga (bene) ormai da due anni, ma dalla quale servirebbe progredire viste le energie che porta via. E il modo per farlo è espugnare Bruges, andare ad Atene e tornare a Firenze con quella maledetta coppa. Un epilogo che permetterebbe a questo spogliatoio di consacrarsi alla storia (comunque la si pensi sul valore di questa Conference), di far gioire una piazza che ha fame di vittorie visto che un trofeo manca da oltre 20 anni e di dare delle parvenze di crescita per il futuro.

Andare in Europa League farebbe aumentare i ricavi (aspetto caro alla proprietà, come evidenziato anche dall’ultimo intervento di Commisso sul Franchi), ridarebbe alla Fiorentina la sua dimensione e richiederebbe al tempo stesso investimenti più mirati, per non dire onerosi. Fare l’Europa League, infatti, non è come fare la Conference. Basta vedere chi è nelle semifinali (Atalanta e Roma, in lotta per la Champions in A - Leverkusen campione di Germania ) o chi c’era nei quarti (il Liverpool in lotta per la Premier). Potrebbe cambiare molto, se non tutto. Come sarebbe stato negli anni di Montella qualificarsi alla Champions, quando il quarto posto valeva ‘solo’ l’Europa League, per intendersi.  E allora: provaci Fiorentina.

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