L’ambizione della Fiorentina di riportare Franck Kessié in Serie A rappresenta una suggestione affascinante quanto complessa. Il centrocampista ivoriano, attualmente in forza all’Al-Ahli in Arabia Saudita, incarnerebbe il profilo ideale per il nuovo progetto tecnico guidato da Stefano Pioli, che ritroverebbe così uno dei suoi pupilli dei tempi rossoneri. La stima dell’allenatore nei confronti del classe '96 non è mai venuta meno e l’idea di reinserirlo in un contesto tattico già collaudato risulta particolarmente allettante. Tuttavia, la trattativa si presenta in salita, se non altro per una questione meramente economica: i 14 milioni di euro netti percepiti annualmente da Kessié in Arabia rappresentano un ostacolo pressoché invalicabile per le casse del club gigliato, come del resto per quasi tutte le società europee.
Per rendere fattibile un ritorno nel Vecchio Continente, l’ex Milan dovrebbe accettare una sostanziale revisione al ribasso delle sue pretese economiche. L’idea di rimettersi in gioco in Europa lo stuzzicherebbe, anche in virtù del fatto che – com’è già accaduto ad altri profili di alto livello – dopo una o due stagioni nei campionati arabi non sono rari i primi segnali di insofferenza. In questo contesto, l’eventuale approdo a Firenze richiederebbe un impegno economico non superiore ai tre milioni di euro annui più bonus, soglia considerata sostenibile dalla società.
Il vantaggio per la Fiorentina sta nei tempi: non c’è l’urgenza del “colpo a effetto”, ma la possibilità di costruire una trattativa ponderata, lasciando aperta la porta a uno sviluppo graduale. E nel frattempo, la dirigenza si muove anche su piste alternative più percorribili, ma non per questo meno strategiche.
In cima alla lista delle alternative continua a figurare Simon Sohm, centrocampista classe 2001 del Parma. Il nazionale svizzero è considerato uno degli obiettivi prioritari per rafforzare la mediana viola. I contatti tra le due società sono già stati avviati da tempo e la Fiorentina ha recentemente alzato la propria proposta economica fino a 13 milioni complessivi, includendo i bonus. Tuttavia, il club ducale, forte anche della recente promozione in Serie A, continua a mantenere una posizione ferma: la valutazione del cartellino si aggira attorno ai 20 milioni e, al momento, non sembrano esserci aperture per uno sconto.
Nonostante ciò, esiste una possibile area di convergenza attorno ai 15-16 milioni di euro, cifra che potrebbe consentire di chiudere positivamente la trattativa. Il direttore sportivo Daniele Pradè è intenzionato a compiere un nuovo affondo nei prossimi giorni, con l’obiettivo di ridurre le distanze e garantire a Pioli un rinforzo di valore nel cuore del campo.
Più defilata ma non meno concreta è la pista che conduce a Hans Nicolussi Caviglia, regista di proprietà del Venezia, retrocesso in cadetteria al termine dell’ultima stagione. Il centrocampista classe ’00 potrebbe diventare una soluzione d’appoggio qualora dovessero sorgere complicazioni nella trattativa per il rinnovo di Rolando Mandragora. Pioli ne apprezza le caratteristiche tecniche, in particolare la capacità di dettare i tempi della manovra, qualità che ha già richiesto in queste settimane a profili simili come Nicolò Fagioli, impiegato nelle recenti amichevoli estive.
Il profilo di Nicolussi rappresenterebbe quindi un’aggiunta tattica funzionale e sostenibile, utile per garantire al tecnico emiliano alternative affidabili in una zona nevralgica del campo.
Per rendere fattibile un ritorno nel Vecchio Continente, l’ex Milan dovrebbe accettare una sostanziale revisione al ribasso delle sue pretese economiche. L’idea di rimettersi in gioco in Europa lo stuzzicherebbe, anche in virtù del fatto che – com’è già accaduto ad altri profili di alto livello – dopo una o due stagioni nei campionati arabi non sono rari i primi segnali di insofferenza. In questo contesto, l’eventuale approdo a Firenze richiederebbe un impegno economico non superiore ai tre milioni di euro annui più bonus, soglia considerata sostenibile dalla società.
Il vantaggio per la Fiorentina sta nei tempi: non c’è l’urgenza del “colpo a effetto”, ma la possibilità di costruire una trattativa ponderata, lasciando aperta la porta a uno sviluppo graduale. E nel frattempo, la dirigenza si muove anche su piste alternative più percorribili, ma non per questo meno strategiche.
In cima alla lista delle alternative continua a figurare Simon Sohm, centrocampista classe 2001 del Parma. Il nazionale svizzero è considerato uno degli obiettivi prioritari per rafforzare la mediana viola. I contatti tra le due società sono già stati avviati da tempo e la Fiorentina ha recentemente alzato la propria proposta economica fino a 13 milioni complessivi, includendo i bonus. Tuttavia, il club ducale, forte anche della recente promozione in Serie A, continua a mantenere una posizione ferma: la valutazione del cartellino si aggira attorno ai 20 milioni e, al momento, non sembrano esserci aperture per uno sconto.
Nonostante ciò, esiste una possibile area di convergenza attorno ai 15-16 milioni di euro, cifra che potrebbe consentire di chiudere positivamente la trattativa. Il direttore sportivo Daniele Pradè è intenzionato a compiere un nuovo affondo nei prossimi giorni, con l’obiettivo di ridurre le distanze e garantire a Pioli un rinforzo di valore nel cuore del campo.
Più defilata ma non meno concreta è la pista che conduce a Hans Nicolussi Caviglia, regista di proprietà del Venezia, retrocesso in cadetteria al termine dell’ultima stagione. Il centrocampista classe ’00 potrebbe diventare una soluzione d’appoggio qualora dovessero sorgere complicazioni nella trattativa per il rinnovo di Rolando Mandragora. Pioli ne apprezza le caratteristiche tecniche, in particolare la capacità di dettare i tempi della manovra, qualità che ha già richiesto in queste settimane a profili simili come Nicolò Fagioli, impiegato nelle recenti amichevoli estive.
Il profilo di Nicolussi rappresenterebbe quindi un’aggiunta tattica funzionale e sostenibile, utile per garantire al tecnico emiliano alternative affidabili in una zona nevralgica del campo.
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