Dopo il Napoli anche il Como vince a Firenze. Due punti in quattro giornate, zero vittorie in Serie A e, soprattutto, il fatto che la Fiorentina non abbia meritato niente di più di quello che ha ottenuto sin qui.Anzi. La squadra di Pioli esce dal Franchi tra fischi, cori di disappunto e con le ossa rotte. Di nuovo. La situazione inizia a diventare allarmante in casa viola. Non stanno mancando ‘solamente’ risultati e punti, ma sostanzialmente tutto. Delle 6 partite giocate sin qui tra Serie A e Conference, infatti, si fatica a ricordare qualcosa di positivo. Al limite si potrebbe ripensare ad una parte del playoff d’andata in Ungheria, attaccarsi agli ultimi 15’ col Napoli, quando la partita era già sullo 0-3 o ai primi 40’ col Como per essere riusciti nell’impresa di limitare gli attacchi della squadra di Fabregas, tutte cose che non sono affatto in linea coi proclami di inizio estate.
L’attacco con più uomini schierati da Pioli non produce, non tira, non segna. Anche col Como l’unico tiro in porta della partita è arrivato da parte di Mandragora. Kean? Non pervenuto. L’intesa tra Kean e Piccoli? Non pervenuta. Cross per sfruttare i colpi di testa di Piccoli? Pochi, se non nulli. Interdizione in mediana? Un po’ nel primo tempo. Tenuta fisica? Mezz’ora. Ed ecco che il Como, dopo aver gigioneggiato nei primi 45’, nella ripresa ha messo a referto 14 tiri totali di cui 5 nello specchio. Stavolta non è bastato neppure San De Gea.
La Fiorentina esce ridimensionata in tutto da queste prime uscite stagionali. Non c’è gioco, identità né tenuta atletica per provare a mettere in pratica i dettami del tecnico: l’uno contro uno a tutto campo, soprattutto per i difensori, non sta dando alcun frutto. Anzi, ogni partita Ranieri/Pongracic/Comuzzo o chi per loro finisce la benzina con largo anticipo, come evidenziato dalla valanga di occasioni concesse al Como nel secondo tempo e il gol di Addai su cui Pongracic non si regge in piedi. La mediana non fa filtro e non produce, che ci siano Fagioli, Nicolussi Caviglia, Mandragora, Sohm, Tizio, Caio o Sempronio. Gosens sembra già in affanno dopo 6 partite, come dall’altra parte Dodo. E su tutti, fin qui, ne esce ridimensionato Stefano Pioli. In due mesi di lavoro non sembra ancora essere riuscito a dare qualcosa a questa Fiorentina. Sembrano già lontane mesi quelle parole sulla mancata investitura a candidata Champions di Allegri, sul bel gioco, sul dominare gli avversari etc etc. E ora, che si fa? C’è solo una cosa da fare: lavorare, trovare la quadra, migliorare e tornare sulla retta via.
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