In un linguaggio gergale, familiare soprattutto ai più giovani, l’espressione “Ah sh*t, here we go again” sta ad indicare "ah, eccoci di nuovo" o "ah, si ricomincia". Diventata un meme su internet, viene usata per esprimere rassegnazione di fronte a una situazione, spesso frustrante o fastidiosa, che si sta per ripetere. Il tutto calza a pennello per chi ha la Fiorentina nel cuore e si appresta a vivere una domenica in cui, in caso di altro tonfo, potrebbe succedere di tutto.
Contro il Lecce in palio ci sono non soltanto i punti, comunque vitali per una Fiorentina che ha messo a referto 4 punti in 9 giornate come praticamente mai le era successo nella storia, ma c’è anche in ballo la sopravvivenza. Parliamoci chiaramente, non siamo ancora all’ultima giornata o dinanzi ad una finale, ma in caso di ko coi salentini si potrebbero aprire scenari inimmaginabili, tra la posizione di Pioli, quella di Pradè, quella di chi dovrebbe andare a sostituire Pioli e in caso pure Pradé, con poi all’orizzonte due gare nei successivi 7 giorni col Mainz, in una competizione che è rimasta l’unica via per non rendere già a inizio novembre fallimentare questa stagione, poi col Genoa.
E per quanto qualcuno possa sperare nello scossone, il momento è dei più delicati anche solamente per immaginarsi a quello che potrebbe accadere. E, come da premessa: “ah sh*t, here we go again”. In uno strano scherzo del destino, ecco che dinanzi ci sarà il Lecce. Quella squadra con cui già una volta, col gol di Cerci, i viola rischiarono di sprofondare. Un Lecce costruito da quel Corvino che indusse alle dimissioni Pioli nell’era Della Valle e con cui condivise la difficile gestione del dramma di Astori, con un Ricky Sottil che sta scaldando i motori per giocare domenica e condannare chi non ha creduto in lui e chi lo ha criticato (giustamente, sia chiaro). La beffa sembra già scritta. Ma a quel punto, l’eventuale gol di Sottil sarebbe l’ultimo dei problemi, perché la Fiorentina si troverebbe nella fossa, quasi nel dramma.
Ora, meglio non pensarci. C’è ancora speranza, c’è da vincere a tutti i costi. Come ha detto Pradè: ‘vittoria, o morte’.
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