118 giorni dopo la vittoria col Bologna del passato campionato e dopo aver giocato in Ungheria, a Reggio Emilia, Cagliari e Torino, la Fiorentina torna finalmente a casa, nel suo Franchi. Bhè, tecnicamente non proprio ‘suo’, al massimo potrebbe diventare ‘anche suo’ nel caso in cui Commisso e il Comune trovassero un accordo per una concessione. Ma di questo ci sarà tempo per parlarne.
Intanto la Fiorentina torna a casa, là dove tornerà a rotolare il pallone che non scorre da quella serata di metà maggio in cui Italiano tornò da vincitore della Coppa Italia, la squadra di Palladino e lo stesso tecnico, Pradé e Commisso presero fischi, cori e striscioni di contestazione durante la partita, poi vinta, pur restando in corsa per un posto in Europa, poi ottenuto a Udine, lì dove tornerà Stefano Pioli, 2351 giorni dopo l’ultima volta che lo fece da allenatore della Fiorentina, col Frosinone, perdendo, e dando poi le dimissioni in seguito a comunicati offensivi della dirigenza di allora. Tornano a casa Moise Kean e David De Gea, non era scontato. Entreranno per la prima volta nella loro nuova casa i vari Piccoli, Sohm, Nicolussi Caviglia, Lamptey, Fazzini, Dzeko e Viti.
Ma soprattutto ci torneranno gli oltre 21 mila tifosi viola che stasera proveranno a difendere il fortino di Campo di Marte dalla corrazzata di Conte, sperando di regalarsi una serata da ricordare, tipo quel 20 ottobre in cui l’allora tecnico della Juve prese 4 pere, si dovette asciugare le lacrime e tornare a casa sua con le pive nel sacco. Si torna là, imprecando (come starete facendo proprio adesso) per il traffico che vi separa dall’arrivo e già sapendo che stanotte farete lo stesso, se non peggio, per andare via. Chi col solito rito scaramantico, chi con le farfalle nello stomaco, chi con la voglia di vedere se, dopo le tante parole estive, questo è davvero l’anno bono. Si torna là, con l’orgoglio, le mani, la voce e coi decibel di sempre, con le bandiere e i vessilli alti. Magari anche con qualche brusio e mugugno, d’altronde a Firenze si sa, siamo così. Ci sarà il solito vicino di posto? Questa è casa. Magari non quella dei sogni, coperta, confortevole, vicina al campo, eh vabè. A ognuno la propria emozione…Si accendono i riflettori su Campo di Marte e sul Franchi. E speriamo anche sulla Fiorentina.
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