A prescindere da chi sarà il nuovo tecnico i viola ripartono da ben sei punti fermi nella rosa

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Stefano Pioli è il profilo ideale per la nuova Fiorentina: esperto, ben inserito nell’ambiente viola e dotato della giusta solidità per reggere le forti pressioni che circondano attualmente il club. La dirigenza ha come obiettivo principale quello di migliorare i risultati ottenuti nell’ultima stagione, puntando a un piazzamento superiore al quinto posto: un traguardo che Pioli conosce bene e che potrebbe raggiungere ripartendo dalla solida base tecnica dell’annata appena conclusa. Altri candidati alla panchina, come Gilardino, De Rossi, Farioli, Vieira o Motta, restano più distanti nella lista delle preferenze.

La Fiorentina avrebbe già avanzato un’offerta concreta all’allenatore emiliano: un contratto di tre anni con uno stipendio vicino ai tre milioni di euro a stagione. Tuttavia, permangono nodi da sciogliere, in particolare legati alla risoluzione dell’accordo ancora in essere tra Pioli e l’Al Nassr, valido fino al 2027, complicato anche da alcune problematiche di natura fiscale. Rocco Commisso, pur non avendo ancora avuto un confronto diretto con il tecnico, lo considera la prima scelta per il nuovo ciclo.

Dal canto suo, Pioli guarda con interesse a un ritorno a Firenze, ma ha posto delle richieste precise. Oltre a rassicurazioni sul piano economico, vuole chiarezza sul progetto tecnico, con particolare attenzione al destino di pedine importanti come Kean, Gudmundsson e Dodô. Inoltre, ha chiesto l’inserimento di una figura dirigenziale a stretto contatto con la squadra, simile al ruolo ricoperto da Lele Oriali ai tempi di Conte, per fare da ponte tra lo staff tecnico e la società e migliorare la gestione interna del gruppo.

Un altro elemento che gioca a favore di Pioli è la sua capacità di adattarsi tatticamente, qualità molto apprezzata dalla dirigenza gigliata. Il tecnico sa passare agevolmente dal 4-3-3 al 3-5-2, rendendolo l'uomo giusto per valorizzare una rosa che, con il ritorno di Valentini, potrà contare su ben sei difensori centrali.

Nel frattempo, indipendentemente da chi sarà il nuovo allenatore, la Fiorentina ripartirà da almeno sei certezze. Il primo pilastro è De Gea, che ha rinnovato il contratto e sarà il punto fermo tra i pali. In difesa, saranno confermati Comuzzo e Ranieri. A centrocampo, Gosens – diventato leader dello spogliatoio – è stato riscattato, mentre Fagioli è arrivato in via definitiva dalla Juventus per 16 milioni di euro. L’ex bianconero ha voglia di rilancio e punta a un'annata da protagonista, a prescindere dalla guida tecnica. Mandragora, autore di sei gol nella stagione appena conclusa, è destinato alla conferma e si discute anche del suo prolungamento contrattuale. Per Dodô si attendono sviluppi sulla firma, mentre tutti sperano di trattenere anche Kean, nonostante la clausola rescissoria presente nel suo contratto.

Almeno sette pedine fondamentali su cui costruire la Fiorentina del futuro: la permanenza o meno di questi elementi sarà indicativa delle reali ambizioni del club nella prossima stagione.
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