La Fiorentina rimonta il Bologna, ma continua a sbandare

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Quando De Gea aveva raccolto dalla porta il pallone dello 0-3, la Fiorentina era sostanzialmente morta e sepolta. Lo ha detto anche lo stesso spagnolo: “Lì, pensavo che avremmo perso 0-6”. Pochi centimetri di fuorigioco hanno tenuto a galla una squadra che, anche grazie agli episodi (favorevoli) è riuscita a raggiungere un pareggio che poteva trasformarsi in vittoria se Dodo non avesse sbagliato un gol più difficile da sbagliare che da fare.
 
UN PUNTO, QUASI TRE. Dal match coi rossoblu la Fiorentina ne esce con un punto, che potevano essere tre, ma in mezzo a cori di contestazione e fischi, sonori. Giusti, perché se la squadra di Pioli avrebbe potuto segnare 4-5 reti, tra l’errore di Dodo allo scadere e l’altro incredibile errore di Ranieri nel primo tempo, è altrettanto vero che la Fiorentina è stata per quasi tutta la partita in completa balia di un Bologna che in campo sapeva cosa fare. Poteva finire 0-5, così come 3-2, perché gli episodi ti avrebbero anche potuto aiutare, così come a San Siro, se non fosse stato dato quel rigore su Gimenez. La classifica avrebbe, dunque, potuto dire altro. Ma per quanto visto in campo nei 180’ è più o meno giusto così. In sostanza: se Dodo avesse messo dentro quel pallone e se non fosse stato dato quel rigore al Milan, la Fiorentina avrebbe oggi  4 punti in più. Magari sarebbe cambiato l’oggi, ma per quello che ha fatto vedere in campo le sensazioni sul domani non sarebbero cambiate granché.
 
BAD VIBES. Non si vede identità né gioco, si vede solo tanta confusione e paura. Ora arriva l’Inter, mercoledì. I punti in classifica sono 4 dopo 8 giornate, sarebbero potuti essere di più se…Ma, guardando con onestà quanto accaduto dalla prima giornata a ieri, in fin dei conti la Fiorentina merita quello che ha ottenuto, più o meno. E questo fa spavento. Progressi non se ne sono visti. Anzi. Quando poi un allenatore preferisce affidarsi a Sabiri lasciando in panchina Sohm (16 milioni), Fazzini (10 milioni) e Piccoli (27 milioni), vuol dire che la barca è fuori rotta, è in acque pericolose. Pericolosissime. Ora un’altra prova d’appello, a San Siro, contro l’Inter. Sperando di non essere già sulla via dell’affondamento. E le sensazioni non sono affatto buone.
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