Domanda, secca, orsù: “trentatré, cosa vi viene in mente”? Così, su due piedi? Qualcuno di voi lo avrà già pensato: ‘Trentatré trentini entrarono a Trento tutti e trentatré trotterellando’, facile no? Poi, dirlo rapidamente, è un po’ più difficile, ma con un po’ di esercizio si può fare. Tra l’altro, ma perché erano trentatré? E perché entrarono a Trento trotterellando? Bho! A qualcuno sarà venuto in mente il ’33, gli anni di Cristo’, pensando a qualche zio o nonno che, a Natale, dinanzi alla Tombola (a proposito, ci si gioca ancora?), dava sfoggio del suo conoscere a memoria tutta la Smorfia. A qualcun altro sarà venuto subito in mente il numero che aveva Mario Gomez, ricordandosi di tempi in cui a Firenze ‘erano giorni di grandi sogni, erano vere anche le utopie’. Altri ancora avranno pensato a concetti matematici, terne pitagoriche o cose da cui ci teniamo volutamente alla larga. Non ci faremmo una gran bella figura. E poi, ancora, il ‘dica 33!’.
Ecco, nel caso della Fiorentina 33 sono anche i giorni che mancano alla prima uscita ufficiale della stagione, a Parma, prima gara della Serie A 2024/25. Detto tra noi, ad oggi, se fossero 44 o 55, forse forse sarebbe pure meglio. Anche perché, se da una parte c’è da buttarsi alle spalle delusioni e scorie del recente filotto di finali perse, unite ai due ottavi posti in classifica che non hanno certo esaltato, dall’altra c’è un mercato che fin qui non ha eccitato. Diciamocelo chiaramente: la Fiorentina ha preso Kean (evviva Kean), magari prenderà Thorstvedt e forse pure Vranckx, chissà che non stia chiudendo proprio in queste ore, ma se ci fosse l’applausometro difficilmente si registrerebbero picchi altissimi. Fin qui, piuttosto che l’avvicinarsi della prima partita della nuova stagione scalda solo il gran caldo che fa.
D’altronde, il proverbiale ed eccitante ‘chi si compra?’ da queste parti è ancora fermo al ‘Pradè è alla finestra’. Anche perché, come spesso accade nel calcio moderno, prima c’è da pensare al ‘chi si vende?’. Ed ecco che i vari Ikoné, Nzola, Sabiri e pure Amrabat sono in vetrina a prezzi di saldo al Viola Park, qualcuno nel retrobottega, altri in giro per il mondo con permessi e vacanze extra, sperando che un cliente passi di là, se ne innamori e porti denari alla Fiorentina. Poi c’è il ‘caso’ Milenkovic, paperone della rosa viola con un ingaggio da nababbo che la dirigenza venderebbe volentieri, sia per abbassare il monte ingaggi che per…abbassare il monte ingaggi, senza dimenticare la necessità di abbassare il monte ingaggi. Ovviamente stiamo facendo ironia, la stessa con cui vogliamo ribadire che alla prima partita ufficiale della stagione mancano 33 giorni. Pochi? Tanti? Decidete voi.
Ad oggi, la prospettiva di presentarsi al Tardini sperando che Kean imbrocchi finalmente la stagione giusta, che per Sottil sia l’anno della consacrazione definitiva e che Mandragora disegni calcio in mezzo al campo, scaldano un pizzico poco. Almeno tra qualche giorno, in realtà non meno di una quindicina, torneranno a Firenze anche i due campioni del SudAmerica, Gonzalez e Quarta, mentre per Beltran ci vorrà quasi un altro mese. Praticamente, per la sfida coi ducali di Pecchia e forse anche per l’andata del playoff di Conference League, sono tutti a rischio, tra chi sarà in ritardo di condizione e chi sarà appena rientrato. Ecco perché, forse forse, anziché 33 giorni sarebbe meglio ne mancassero 44 o 55. Ma tant’è. Nel dubbio, se la dirigenza battesse dei colpi…l’attesa potrebbe diventare un po’ meno disillusa.
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