Tutto è ancora possibile per questa Viola

Sponsor

Anche in Spagna nella bolgia del Villamarin, come in Ungheria contro gli sconosciuti del Puskas Akademy o in Grecia nella tana del Panathinaikos, ci sono stati momenti in cui la Fiorentina è stata sull’orlo del precipizio, sul baratro, in balia degli avversari, rischiando di vedere la morte sportiva in faccia. Ma nonostante ciò, grazie alla grande capacità di reagire che questo gruppo ha evidenziato più e più volte, la squadra di Palladino è ancora viva, vivissima, con la possibilità di raggiungere ancora i propri obiettivi. In Conference League, come in Serie A.
 
Certo il Betis non è il Celje, così come non è il Lask, il Tns, il Basilea, il Panathinaikos o il Lech Poznan, giusto per fare degli esempi. Lo si è visto quando il pallone transitava dai piedi di Isco, Antony, Lo Celso e Bakambu. Ma a Siviglia, in uno stadio che spingeva e faceva tremare, Palladino non ha potuto contare su Dodo e sul miglior Kean, a differenza di quanto si spera possa fare giovedì prossimo. Che i biancoverdi di Pellegrini abbiano grandi valori tecnici e qualitativi è stato abbastanza evidente, così come che dietro concedano. Al ritorno, inoltre, il Betis non potrà fare affidamento sul suo pubblico. Al netto di tutto ciò, che questa Fiorentina abbia dentro di sé una capacità di non mollare mai pazzesca è altrettanto evidente.
 
Poteva farlo quando stava precipitando in Ungheria ad agosto scorso, quando non ingranava col 3-4-2-1 di inizio campionato, quando ha perso Bove, quando non ritrovava la luce dal tunnel in cui era piombata tra dicembre e gennaio in Serie A, quando dal niente si è ritrovata sotto col Celje, quando ad Atene rischiava il cappotto dopo un inizio shock e mille altre volte. E invece, a inizio maggio, dopo aver visto gli spettri dell’imbarcata anche a Siviglia, la squadra di Palladino si è rialzata, ha reagito ed ha ancora tutto a portata di mano.
 
Certo, non sarà semplice. Né domenica, quando la Fiorentina si presenterà all’Olimpico per affrontare la Roma di Ranieri, né giovedì quando ci sarà la riavuta col Betis. Ma tutto è ancora possibile, aperto, vivo. Che poi sarà l’essenza di questo finale di stagione della truppa gigliata: tutto o niente; storia o flop; Champions o fuori dall’Europa. In pochi giorni si decideranno presente e futuro della Fiorentina. Con mille difficoltà del caso, come dover affrontare una Roma che con Ranieri non perde da 18 partite in campionato, essendo tornata da Siviglia a 48 ore dal match dell’Olimpico e il dover pensare alla rimonta da fare giovedì prossimo contro una formazione che concede, sì, ma che in fase offensiva ha una qualità da stropicciarsi gli occhi.
 
Tutto o niente, appunto. Sarà questo il finale di questa stagione. Ma è ancora tutto aperto. La Fiorentina in quel baratro non ci è ancora né finita né voluta finire.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies