Successo di misura al Franchi, sorrisi e consapevolezza: la squadra di Vanoli cresce ma deve ancora imparare a gestire

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La Fiorentina supera il Pisa per 1-0 allo stadio Stadio Artemio Franchi e manda un segnale chiaro al campionato: la squadra viola è diventata più solida, più concreta, più squadra.

Il merito principale è di Paolo Vanoli, capace di restituire identità e serenità a un gruppo che ora gioca senza il peso delle pressioni. La “cura Vanoli” sta dando frutti: migliore organizzazione tattica, condizione fisica brillante e un mercato di gennaio che ha colmato lacune evidenti. Niente miracoli, ma lavoro quotidiano e idee chiare. E soprattutto un segnale forte: a fine partita, i sorrisi e la festa sotto la curva raccontano di uno spirito ritrovato e di una classifica che ora fa meno paura.

Contava solo conquistare i tre punti, arrivati grazie al gol di Moise Kean, favorito anche da un rimpallo. Dopo un primo tempo dominato, nella ripresa la Fiorentina ha però sofferto troppo, concedendo campo e fiducia a un Pisa fino a quel momento in difficoltà. Un atteggiamento su cui Vanoli dovrà ancora lavorare, perché contro avversari più attrezzati potrebbe costare caro.

Resta comunque il dato positivo: seconda vittoria consecutiva in campionato (terza considerando la coppa), un’iniezione di fiducia fondamentale nella corsa salvezza. La squadra ha imparato a lottare e a sfruttare gli errori altrui, ma il calendario proporrà presto sfide più impegnative e servirà continuità per evitare nuovi momenti di paura.

Sulla stessa linea La Nazione, che sottolinea come la Fiorentina abbia messo “due piedi sul primo gradino della salvezza”. Primo tempo convincente, ripresa complicata: il Pisa ha reagito con orgoglio, sfiorando il pari in più occasioni. Emblematici l’intervento decisivo di Ranieri su Meister e il contropiede con Moreo, fino all’errore finale di Fazzini che ha chiuso un derby vinto ma sofferto oltre il necessario.

In definitiva, la Fiorentina porta a casa tre punti pesanti e mostra segnali di crescita evidenti. La nuova identità c’è, la compattezza pure. Ora la sfida è trasformare questa normalità ritrovata in continuità, per vivere un finale di stagione più sereno.

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