Dall’ex Poderaccio alle fabbriche dismesse fino all’ippodromo Le Mulina: sgomberi, incendi e ritorni continui

A Firenze non esistono campi rom autorizzati dal 2020, anno dello smantellamento del Poderaccio, ma persistono numerosi insediamenti abusivi in zone periferiche e strutture abbandonate. Come scrive questa mattina La Nazione, tendopoli e baracche sorgono in aree come l’Argingrosso, vicino al ponte all’Indiano, o in ex fabbriche come la Meccanotessile e l’ex Antilotex, quest’ultima chiusa dopo un incendio nel 2023. L’area più problematica resta l’ex ippodromo Le Mulina, alle Cascine, dove gli sgomberi sono frequenti ma seguiti da rapidi ritorni degli occupanti.

Gli abitanti di questi insediamenti — spesso extracomunitari e rom, irregolari e ai margini del sistema socio-sanitario — vivono di attività precarie o illegali come la raccolta e la rivendita di materiali. La convivenza con i residenti è difficile, caratterizzata da diffidenza reciproca e scarsa integrazione. Gli interventi delle forze dell’ordine sono complicati dal fatto che molti insediamenti si trovano su terreni privati, dove l’azione richiede la denuncia dei proprietari e la successiva messa in sicurezza.

Un esempio recente è il parco del Mensola, dove a giugno un incendio ha distrutto alcune baracche, esasperando i rapporti con il quartiere. Le autorità locali chiedono un approccio coordinato tra Comune, servizi sociali, Asl e procura, sottolineando come lo sgombero da solo sia inutile: le persone allontanate si spostano di poco e tornano a vivere in condizioni precarie. «Non sono fantasmi, sono persone» ricorda il presidente del Q2 Pierguidi, invocando soluzioni strutturali.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies