La Nazione questa mattina racconta di un esperimento condotto sul “campo”: andare a cena dopo le 22 a Firenze, contattando alcuni ristoranti del centro storico e della periferia per vedere se accettano clienti dopo l’orario “clou”.
Il quotidiano ha così provato a prenotare un tavolo dopo le 22 in alcuni locali, ricevendo in molti casi la stessa risposta: “se arrivate prima è meglio”.
Nel centro storico il rifiuto è quasi categorico, molti locali, adattandosi ai ritmi del turismo, iniziano il turno della cena presto e quindi, inevitabilmente, concludono presto il servizio, così il quotidiano racconta che tutte le attività che hanno sentito hanno declinato la richiesta di un tavolo.
Discorso leggermente diverso in periferia, con un paio di ristoratori che hanno deciso di accogliere i clienti “ritardatari” e di preparare loro un tavolo, anche se per la maggior parte la risposta rimane sempre la stessa, ovvero un rifiuto più o meno netto alla richiesta di un tavolo per una cena un po’ in ritardo rispetto ai classici orari italiani.
Il quotidiano ha così provato a prenotare un tavolo dopo le 22 in alcuni locali, ricevendo in molti casi la stessa risposta: “se arrivate prima è meglio”.
Nel centro storico il rifiuto è quasi categorico, molti locali, adattandosi ai ritmi del turismo, iniziano il turno della cena presto e quindi, inevitabilmente, concludono presto il servizio, così il quotidiano racconta che tutte le attività che hanno sentito hanno declinato la richiesta di un tavolo.
Discorso leggermente diverso in periferia, con un paio di ristoratori che hanno deciso di accogliere i clienti “ritardatari” e di preparare loro un tavolo, anche se per la maggior parte la risposta rimane sempre la stessa, ovvero un rifiuto più o meno netto alla richiesta di un tavolo per una cena un po’ in ritardo rispetto ai classici orari italiani.
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