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Edoardo il lunedì mi chiede sempre cosa ha fatto la Fiorentina.

Per lui le partite son soltanto di domenica e forse ha ragione lui che si è fermato a quando il calcio era davvero una festa domenicale e non era soltanto un business come adesso. Gli anticipi ed i posticipi son roba nostra. Edoardo è fermo ad un altro calcio, con la sua memoria che va a sprazzi e che - come i tanti che hanno quella malattia che solo a scriverla mette paura - ricorda il passato remoto ma non il prima, non quanto successo un'ora fa.
Ricorda Antognoni. Ricorda Batistuta.

Sicuramente il primo scudetto, quando era parecchio giovane, ed il secondo , quando era nel pieno della maturità. Non ricorda anni peggiori, e menomale mi verrebbe da dire, spero non la serie C e Gualdo Tadino, difficilmente la rinascita e le finali perse.

 

Ma il lunedì mi aspetta: "Direttore cosa ha fatto la Fiorentina?". "Ha vinto Edo, ha vinto" gli rispondo ogni volta anche se il risultato è stato diverso, ma voglio sempre vederlo felice.
Domenica però ha vinto davvero: ha vinto tanto e vinto bene. E vorrei che anche lui festeggiasse come oggi sta festeggiando questa straordinaria città.
Senza Antognoni, senza Batistuta ma con tanto cuore: "Una partita incredibile Edo, 5 a 1 contro la Roma. Abbiamo vinto". "Che bellezza Direttore, e pensare che la Roma è tanto forte, ha Falcao e Pruzzo là davanti...".
No, non ce l'aveva Falcao e Pruzzo là davanti. Ma la tua Fiorentina, avrebbe vinto (forse) anche contro quella di Roma.

Edoardo mi guarda con un’espressione, viva, si dimentica di tutto e torna in camera sua felice.

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