Nuova manifestazione a Firenze per la Palestina, il 17 maggio. L'iniziativa è organizzata da Firenze per la Palestina, con partenza alle 14:30 da piazza Santa Maria Novella e l'arrivo in piazza Poggi.
Tra le finalità, “chiedere la rimozione del console di Israele” Marco Carrai “dalla Fondazione Meyer, rivolgere una pressione economica diretta su Israele aderendo a campagne di boicottaggio, fare pressione sulle nostre istituzioni denunciando l'influenza israeliana su politica e sistema mediatico”.
“Dal 1948 continua la pulizia etnica della Palestina, col tacito assenso dei governi occidentali – ha spiegato Edoardo Todaro di Firenze per la Palestina -. Manifestare è importante perché oggi siamo ad una situazione peggiore rispetto a quella di tanti anni fa. Abbiamo già ricevuto molte adesioni”.
Oggi la presentazione dell'evento in Palazzo Vecchio, la manifestazione è sostenuta dal consigliere Dmitrij Palagi di Spc: “Le istituzioni europee devono affrontare le conseguenze di una passività e assuefazione, quando non complicità, che rende possibile l'impunità nella violazione del diritto internazionale – ha affermato -. Riconoscendo il positivo lavoro della commissione pace e diritti, di cui facciamo parte, riteniamo che molto possa essere fatto da una Città che si definisce operatrice di pace e insisteremo a chiederlo”.
Tra le finalità, “chiedere la rimozione del console di Israele” Marco Carrai “dalla Fondazione Meyer, rivolgere una pressione economica diretta su Israele aderendo a campagne di boicottaggio, fare pressione sulle nostre istituzioni denunciando l'influenza israeliana su politica e sistema mediatico”.
“Dal 1948 continua la pulizia etnica della Palestina, col tacito assenso dei governi occidentali – ha spiegato Edoardo Todaro di Firenze per la Palestina -. Manifestare è importante perché oggi siamo ad una situazione peggiore rispetto a quella di tanti anni fa. Abbiamo già ricevuto molte adesioni”.
Oggi la presentazione dell'evento in Palazzo Vecchio, la manifestazione è sostenuta dal consigliere Dmitrij Palagi di Spc: “Le istituzioni europee devono affrontare le conseguenze di una passività e assuefazione, quando non complicità, che rende possibile l'impunità nella violazione del diritto internazionale – ha affermato -. Riconoscendo il positivo lavoro della commissione pace e diritti, di cui facciamo parte, riteniamo che molto possa essere fatto da una Città che si definisce operatrice di pace e insisteremo a chiederlo”.
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