Tra spaccio, risse e degrado alle fermate e sui tram, le famiglie preferiscono accompagnare i ragazzi in auto nonostante abbonamenti e investimenti pubblici

A Firenze, il ritorno a scuola porta con sé non solo i consueti costi di libri e materiali, ma anche un problema crescente legato alla sicurezza sui mezzi pubblici. Molti genitori delle scuole superiori hanno deciso di accompagnare in auto i propri figli, almeno per un tratto, per evitare situazioni di pericolo su tram e autobus. Le segnalazioni più frequenti riguardano fermate considerate “pericolose” e il degrado a bordo dei convogli, che rispecchia secondo alcune famiglie il peggioramento della città.

Alcuni genitori raccontano di cambi di percorso per evitare zone a rischio. Per esempio, la fermata Unità, soppressa recentemente, ha costretto gli studenti a scendere altrove, allungando il tragitto e aumentando i rischi percepiti. Altre famiglie, come quella di Matilde, scelgono di accompagnare i figli fino a fermate più sicure, perché la presenza di spacciatori o persone sotto effetto di sostanze ha creato episodi di paura o risse.


Il fenomeno evidenzia un paradosso: nonostante gli abbonamenti e i continui investimenti sul trasporto pubblico, i ragazzi non sono tutelati e le famiglie devono ricorrere all’auto. La situazione mette in discussione l’efficacia delle politiche di mobilità urbana e solleva dubbi sulla sicurezza nelle ore di punta del trasporto scolastico.

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