I risultati del 2023 sulla performance sanitaria elaboratori dal laboratori Mes (management e sanità) della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa dimostrano che la sanità toscana mantiene una performance nel complesso concentrata nelle fasce ottimali del "Bersaglio": circa due terzi dei 235 indicatori sono migliorati o si sono mantenuti stabili rispetto alla valutazione dei dati del 2022
"Per gli indicatori che misurano in generale l'assistenza sanitaria e socio-sanitaria - spiega una nota della Sant'Anna - la maggior parte di quelli analizzati mostrano performance buone o ottimali, registrando la controtendenza nella riduzione delle degenze in area medica (in genere in lieve aumento), segnale che il collegamento tra ospedale e territorio sta migliorando e di come gli investimenti nelle cure intermedie e di transizione stiano funzionando. Invece, spazi di miglioramento si registrano nell'appropriatezza medica e diagnostica, suggerendo la necessità di approfondire se e perché vengano prescritti esami diagnostici potenzialmente evitabili o trattamenti in setting assistenziali non appropriati. L'indicatore sull'appropriatezza farmaceutica, nella fascia di performance critica, dipende in prevalenza da un ricorso agli antidepressivi più elevato rispetto al resto d'Italia e da un ricorso ancora limitato per il controllo del dolore sul territorio"
La Sant'Anna ha registrato anche "significativi miglioramenti nei percorsi materno-infantile e oncologico, con una riduzione dei parti cesarei nelle primipare (da 18.5% a 17%) e una maggiore tempestività per gli interventi di chirurgia oncologica (il 90% effettuati nei tempi previsti dal piano nazionale). Resta un elemento critico "sulla permanenza in Pronto Soccorso prima del ricovero: poco più del 60% degli accessi al Pronto Soccorso che si trasformano in un ricovero avvengono in meno di 8 ore" e sulla "crescita del tasso triennale di mortalità per suicidi, tornata quasi ai livelli pre Covid e soprattutto l'aumento dei tassi di ospedalizzazione per patologie psichiatriche negli adulti arrivando a 242 per 1000 abitanti (contro un 234 del 2019)". (ANSA)
"Per gli indicatori che misurano in generale l'assistenza sanitaria e socio-sanitaria - spiega una nota della Sant'Anna - la maggior parte di quelli analizzati mostrano performance buone o ottimali, registrando la controtendenza nella riduzione delle degenze in area medica (in genere in lieve aumento), segnale che il collegamento tra ospedale e territorio sta migliorando e di come gli investimenti nelle cure intermedie e di transizione stiano funzionando. Invece, spazi di miglioramento si registrano nell'appropriatezza medica e diagnostica, suggerendo la necessità di approfondire se e perché vengano prescritti esami diagnostici potenzialmente evitabili o trattamenti in setting assistenziali non appropriati. L'indicatore sull'appropriatezza farmaceutica, nella fascia di performance critica, dipende in prevalenza da un ricorso agli antidepressivi più elevato rispetto al resto d'Italia e da un ricorso ancora limitato per il controllo del dolore sul territorio"
La Sant'Anna ha registrato anche "significativi miglioramenti nei percorsi materno-infantile e oncologico, con una riduzione dei parti cesarei nelle primipare (da 18.5% a 17%) e una maggiore tempestività per gli interventi di chirurgia oncologica (il 90% effettuati nei tempi previsti dal piano nazionale). Resta un elemento critico "sulla permanenza in Pronto Soccorso prima del ricovero: poco più del 60% degli accessi al Pronto Soccorso che si trasformano in un ricovero avvengono in meno di 8 ore" e sulla "crescita del tasso triennale di mortalità per suicidi, tornata quasi ai livelli pre Covid e soprattutto l'aumento dei tassi di ospedalizzazione per patologie psichiatriche negli adulti arrivando a 242 per 1000 abitanti (contro un 234 del 2019)". (ANSA)
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