Per molti stasera contro il Napoli sarà la gara dei saluti, per altri anche di addii. Ovviamente sperando di ritrovarsi sempre lì, al Franchi, a notte fonda, quando la Fiorentina tornerà da Atene, ma per questo meglio non mettere le mani avanti.
SALUTI. Quella di oggi sarà l’ultima partita interna della stagione della Fiorentina che, dinanzi al suo pubblico, spera di poter staccare il pass per la terza qualificazione europea consecutiva, per quanto nella stessa competizione, ovvero la terza in ordine di importanza a livello Uefa. Il tutto in attesa di poter provare ad entrare nella seconda, ma per quello servirà tornare da Atene con un trofeo. Sarà la serata del saluto di Vincenzo Italiano, clausola di rinnovo automatico in caso di successo con l’Olympiacos permettendo, lui che sotto la Fiesole ha festeggiato, esultato e pure ballato, magari salutando in modo particolare anche chi, dietro la sua panchina, ha avuto spesso di che ridire, ricevendo più o meno accese risposte. Qualcuno gli ha urlato ‘Oh Vincenzo portarci in Europa’ prima, ‘Oh Vincenzo portaci la Coppa’ poi, ma anche ‘fate ridere’. Alti e bassi, fa parte del gioco.
Per molti calciatori oggi sarà l’ultima volta al Franchi. Per quanto le vie del mercato siano infinite, infatti, i vari Arthur, Belotti, Maxime Lopez e Faraoni torneranno da dove erano arrivati, così come potrebbe essere l’ultima di Duncan e Kouame, a meno che le parti non trovino un accordo di rinnovo di un contratto che scadrà tra un mese. Poi c’è Bonaventura, altro col contratto in scadenza, mentre in diversi hanno corteggiatori ed estimatori, da Quarta a Milenkovic e Gonzalez passando per Barak. Sarà l’ultima di Castrovilli, in quello stadio in cui si fermò per un malore e in cui si è rotto un ginocchio e tutto ciò che c’era attorno, e chissà che non sia l’ultima anche per Nzola, proprio lui, che fino a qualche giorno fa al Franchi non ci andava neppure, visto che non veniva convocato, ma che poi proprio lì ha trovato con quel guizzo nel recupero di Fiorentina-Bruges il gol che, in fin dei conti, ha permesso alla squadra viola di andare ad Atene.
FIESOLE. Anche la Fiesole si riempirà per l’ultima volta. Dall’anno prossimo, sempre che sul fronte restyling del Franchi non accadano cataclismi, dietrofront o cose che se non fossimo in campagna elettorale parrebbero utopie, il cuore caldo del tifo si sposterà dall’altra parte dello stadio, in Ferrovia, coi lavori che interesseranno quella che per generazioni è stata l’anima dell’identità dei tifosi della Fiorentina. In teoria, sempre in teoria, la prossima volta che un tifoso viola rientrerà in Fiesole non avrà più bisogno dell’impermeabile o di preghiere affinché il meteo sia clemente.
CARICA. Intanto battere il Napoli e andare in Europa anche l’anno prossimo, poi potrà ufficialmente partire la marcia d’avvicinamento ad Atene, rendendo la partita di Cagliari e il recupero con l’Atalanta (comunque dopo la finale di Conference) sfide ininfluenti. Il Franchi è pronto ai saluti, ma anche a dare la carica. Per oggi e per il 29. Con tanta voglia di ritrovarsi lì, a notte fonda, a sancire la fine di un digiuno che dura da oltre 20 anni.
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