"Stop al mangificio: difesa dei negozi di prossimità per la Firenze del futuro". Così la candidata a sindaco di Firenze del centrosinistra Sara Funaro presenta le misure a sostegno del commercio con la parola chiave 'Firenze futura'.
Tra le proposte la difesa dei negozi storici attraverso nuove tutele sia in area Unesco che fuori da quel perimetri, con zone a 'tutela rafforzata'. Inoltre Funaro pensa di convocare un tavolo permanente - con cadenza mensile - per la difesa del commercio con i Centri commerciali naturali, le associazioni di categoria e i quartieri.
"Vogliamo difendere il commercio e la vivibilità dei quartieri - dichiara Funaro -, rafforzando le tutele oggi previste dal regolamento Unesco ed estendendole ad altre zone della città a forte vocazione commerciale, come via Gioberti, borgo La Croce, via Pietrapiana, borgo San Lorenzo.Tutelare le attività di vicinato, infatti, significa tutelare la qualità di vita dei cittadini".
Grazie all'articolo 12 della legge 214/2023 sarà limitato l'insediamento di alcune tipologie di attività in diversi ambiti commerciali della città. E ci sarà un blocco dei trasferimenti di attività alimentari e di somministrazione in nuove zone nell'area Unesco.
Tra le proposte di Funaro anche un bando da un milione di euro con contributi a fondo perduto fino a 20.000 euro per, ad esempio, "lo sviluppo di progetti di riqualificazione dello spazio pubblico prossimo".
"In stretta collaborazione con le categorie economiche ed i centri commerciali naturali - aggiunge Funaro - proporremo di co-progettare una 'scuola di commercio' organizzata con innovatori ed esperienze positive di livello nazionale".
Sui centri commerciali naturali l'obiettivo, si spiega, è "promuovere l'adesione ai Ccn garantendo sgravi sulla Tari, l'esenzione totale del pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico, l'introduzione di un fondo comunale da 100mila euro l'anno per co-finanziare queste attività".
Sul turismo e la norma anti-Airbnb "ciò che è stato fatto dal Comune è un'azione importante. Non è la posizione della destra che dice di voler combattere l'overtourism ma poi vuole smontare questa norma.Sono convinta che siano necessarie" leggi "a livello nazionale che diano possibilità ai comuni di agire come viene fatto in tutti i Paesi dell'Europa".
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