Dopo quasi vent’anni dall’inizio dei lavori, finalmente ci siamo. In un’intervista rilasciata a La Nazione, il direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde ha confermato che la gru, diventata con il tempo parte integrante del colpo d’occhio di uno dei musei, e delle piazze, più suggestivi al mondo, sarà finalmente smontata.
Una vera e propria liberazione, dopo che il macchinario ha fatto discutere e attirato commenti ironici dei fiorentini, guadagnandosi anche spazio sui social network con tanto di pagina su Instagram dedicata.
Ma come spiega il direttore al quotidiano, entro una cinquantina di giorni quel pugno nell’occhio nel mezzo del panorama di Firenze finalmente verrà rimosso. E come spiega sempre a La Nazione, la “liberazione” della città da quel macchinario così invadente era stato uno degli impegni che il direttore aveva preso al momento del suo arrivo, assieme alla riapertura del Corridoio Vasariano: due obiettivi centrati da Verde.
E se da una parte conferma che lo stato di avanzamento dei lavori consente la rimozione del macchinario e la sua sostituzione con un montacarichi, dall’altra respinge la voce secondo la quale servano quattrocentomila euro. E le spese per l’installazione dei nuovi macchinari per muovere i materiali saranno sostenute da una cordata di imprenditori locali che si sono fatti avanti per sostenere i costi, che dovrebbero aggirarsi intorno ai 1780-180mila euro: tra questi, la Fondazione CR Firenze, Stefano Ricci, Leonardo Bassilichi, Confindustria, Giorgio Moretti, Stefano Gabrielli, Elisabetta Fabri, Toscana Aeroporti.
E, aggiunge poi il direttore a La Nazione, quando finalmente la gru sarà rimossa, e lo skyline fiorentino tornerà ad essere quello che era prima del 2006, è possibile che venga organizzata una vera e propria cerimonia, per festeggiare il lavoro che è stato fatto e dare un’accelerata sul resto dei lavori, dall’installazione degli ascensori per raggiungere i piani più alti del museo fino alla restaurazione del Salone lorenese e l’allestimento dell’ala di levante.
Dopo vent’anni, gli Uffizi si preparano per riconquistare, almeno in parte, il proprio fascino.
Una vera e propria liberazione, dopo che il macchinario ha fatto discutere e attirato commenti ironici dei fiorentini, guadagnandosi anche spazio sui social network con tanto di pagina su Instagram dedicata.
Ma come spiega il direttore al quotidiano, entro una cinquantina di giorni quel pugno nell’occhio nel mezzo del panorama di Firenze finalmente verrà rimosso. E come spiega sempre a La Nazione, la “liberazione” della città da quel macchinario così invadente era stato uno degli impegni che il direttore aveva preso al momento del suo arrivo, assieme alla riapertura del Corridoio Vasariano: due obiettivi centrati da Verde.
E se da una parte conferma che lo stato di avanzamento dei lavori consente la rimozione del macchinario e la sua sostituzione con un montacarichi, dall’altra respinge la voce secondo la quale servano quattrocentomila euro. E le spese per l’installazione dei nuovi macchinari per muovere i materiali saranno sostenute da una cordata di imprenditori locali che si sono fatti avanti per sostenere i costi, che dovrebbero aggirarsi intorno ai 1780-180mila euro: tra questi, la Fondazione CR Firenze, Stefano Ricci, Leonardo Bassilichi, Confindustria, Giorgio Moretti, Stefano Gabrielli, Elisabetta Fabri, Toscana Aeroporti.
E, aggiunge poi il direttore a La Nazione, quando finalmente la gru sarà rimossa, e lo skyline fiorentino tornerà ad essere quello che era prima del 2006, è possibile che venga organizzata una vera e propria cerimonia, per festeggiare il lavoro che è stato fatto e dare un’accelerata sul resto dei lavori, dall’installazione degli ascensori per raggiungere i piani più alti del museo fino alla restaurazione del Salone lorenese e l’allestimento dell’ala di levante.
Dopo vent’anni, gli Uffizi si preparano per riconquistare, almeno in parte, il proprio fascino.
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