Kean crea ma spreca e centra un altro legno

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Chissà se nei bonus individuali previsti dal contratto di Moise Kean non ci sia qualche centomila euro che scatta ad ogni tot pali colpiti. In caso, povere le casse della Fiorentina!
 
Battute a parte, anche col Montpellier l’attaccante viola si è fermato al legno, oltre ad almeno due/tre ottime occasioni respinte dal portiere dei francesi, aumentando il bottino di ‘scusi, chi ha fatto palo?’ di fantozziana memoria.
 
Già nelle tre amichevoli in Inghilterra Kean aveva preso più legni di un castoro che costruisce la sua diga sull’Arno, che fa ridere ma anche riflettere. Ne aveva centrati due col Preston e uno col Bolton in rapida successione, raccogliendo immediatamente l’eredità di quel Josip Brekalo che nei primi 4-5 tiri in gare ufficiali da calciatore viola prese tre pali consecutivi diventando subito Brepalo.
 
E vabbè che è calcio d’estate, che sono amichevoli, con la squadra di Palladino che è comunque tornata al successo dopo i due pareggi e il ko rimediati in Inghilterra, ma che Moise Kean non sia propriamente nel suo periodo più fortunato dal punto di vista realizzativo questo sembra piuttosto evidente.
 
L’anno scorso con la Juventus aveva chiuso il campionato con 0 reti all’attivo, mettendo a referto solamente 16 tiri totali in 19 presenze in Serie A. Non proprio uno score invidiabile, ma quello è il passato. L’oggi di Kean parla di un attaccante che sembra in palla, che fa ottimi movimenti, sponde, ha progressione, attacca la profondità, si fa trovare nel posto giusto al momento giusto, che ha segnato due volte con Reggiana e Hull City, ma che ha anche avuto almeno una decina di occasioni nitide. Insomma, Kean c’è, si vede, lascia sensazioni diametralmente opposte rispetto ai predecessori Nzola e Beltran (che passavano ore di partita senza mai calciare in porta), ma alla voce percentuale realizzativa deve migliorare.
 
D’altronde, ‘come gioca centravanti gioca squadra’, recita una massima calcistica. E da queste parti ne sappiamo qualcosa visto che dal dopo Vlahovic la Fiorentina è ancora alla ricerca di un nove che faccia la differenza. O meglio che faccia il suo, quello che deve fare, cioè gol. Non 25, 30, 40, ma neanche la miseria di reti che hanno messo a referto tutti gli attaccanti che si sono succeduti dopo il serbo. Stando alla sola Serie A, infatti, Nzola l’anno scorso ne fece 3, Belotti 3 in metà stagione, Beltran 6. Prima ancora Piatek ne fece 3 in metà stagione, Cabral ne ha fatti 10 in 42 partite, Jovic 6. Kouame, che spesso ha giocato da nove (quasi per disperazione), ha segnato 6 gol in due campionati.
 
Nelle idee della dirigenza viola quell’uomo è Kean. Sperando che coi pali abbia già dato visto che tra l’altro, l’anno scorso, la Fiorentina sul legno ha sbattuto più di tutti gli altri in Serie A, quasi anche più di tutti in Europa. Quindi, non scherziamo: quest’anno va messa dentro, Kean su tutti.
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