Per il momento né Comune né gestione si sono espressi sulla questione

La Nazione questa mattina raccoglie le testimonianze, e l’esasperazione, dei molti residenti attorno alla Limonaia di villa Strozzi, che da anni fanno i conti con la musica ad alto volume fino a tarda notte e le conseguenze delle serate in discoteca, come bottiglie rotte ritrovate la mattina dopo o gli schiamazzi e gli urli quando la serata termina.

Molte persone che vivono attorno alla discoteca hanno raccontato al quotidiano di non poter dormire con le finestre aperte durante la stagione estiva proprio perché il rumore della musica rende semplicemente impossibile poter dormire in tranquillità, in una zona che tra l’altro sarebbe anche piuttosto silenziosa e più fresca del resto della città durante l’estate: come spiega un residente, la musica troppo alta costringe a chiudere le finestre e accendere i condizionatori, con inevitabili costi da sostenere e inquinamento prodotto.

Per il momento, scrive La Nazione, né dal Comune, proprietario della struttura, né dai gestori sono arrivate repliche o indicazioni.


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