Trequartista, assistman e leader tattico: il nuovo volto del numero nove viola

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Dopo un anno e mezzo di alti e bassi, Lucas Beltran si è finalmente rivelato nella sua vera essenza: più un centrocampista avanzato che una prima punta tradizionale. Questa trasformazione è stata gradualmente affinata da Vincenzo Italiano, ma ha trovato la sua massima espressione tattica sotto la guida di Raffaele Palladino. Quest’ultimo ha confezionato per Beltran un ruolo su misura: trequartista nel 4-2-3-1, capace di agire come primo difensore, attaccante e rifinitore.  

Il suo contributo è diventato cruciale per il recente successo della Fiorentina. Con movimenti intelligenti in area, ricezioni precise e scarichi funzionali, Beltran ha dato vita a combinazioni decisive per la squadra. Due esempi lampanti si sono visti contro Como e Cagliari: al Sinigaglia ha servito Adli, mentre nella sfida contro i sardi è stato Cataldi a beneficiare della sua visione di gioco. Queste giocate, ormai codificate, hanno fruttato sei punti in due gare e sono la firma distintiva del numero nove viola.  

Beltran non è solo un assistman emergente – con cinque assist stagionali, è tra i migliori in Serie A, dietro solo a Nuno Tavares (8) e Marcus Thuram (6) – ma anche un elemento fondamentale nel pressing e nella protezione del pallone. Tuttavia, la sua relazione con il gol resta complicata: solo una rete segnata finora e una media di 0,58 tiri in porta a partita dimostrano le difficoltà che incontra in zona offensiva.  

L’ascesa di Beltran pone però un dilemma: come reintegrare Albert Gudmundsson? Il numero dieci viola, fermo da fine ottobre per un infortunio, è stato sostituito brillantemente proprio da Beltran. Domenica scorsa, Palladino ha accennato a una possibile convivenza tra i due nel finale di gara, schierando un quartetto offensivo con Colpani, Gudmundsson, Beltran e Kean. Questo esperimento, pur breve, potrebbe essere riproposto, magari a partita in corso.  

Per il momento, l’allenatore studia un modulo che sfrutti al massimo il talento a disposizione. L’idea dell’“albero di Natale”, un 4-3-2-1 con due trequartisti e un centrocampista in più, potrebbe essere la soluzione ideale. In questa configurazione, Gudmundsson e Beltran sarebbero liberi di muoversi dietro Kean, creando una rete di passaggi e movimenti che metterebbe in crisi le difese avversarie.  

La sfida è trovare l’equilibrio giusto tra la solidità tattica e la libertà creativa necessaria per esaltare i talenti individuali. Con un Beltran in forma smagliante e Gudmundsson pronto al rientro, la Fiorentina sembra avere tutte le carte in regola per affrontare con ambizione le prossime sfide. 
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