Le storie e i protagonisti raccontati nelle biblioteche comunali

Una sorta di 'museo diffuso' sulle storie e i protagonisti della guerra di Liberazione a Firenze attraverso 11 parole guida, ognuna delle quali è associata a una biblioteca.

Si intitola 'Memorie di Resistenza fiorentina', il progetto del Comune, realizzato tramite le biblioteche cittadine, in collaborazione con l'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea e il supporto di Unicoop
Firenze, presentato oggi alla Biblioteca delle Oblate.

Una 'biografia' della città nei giorni della guerra e della Resistenza, con l'obiettivo, spiega Palazzo Vecchio "di promuovere un patrimonio di memoria storica collettiva".

Dai partigiani, agli internati, dalle vittime senza nome dei bombardamenti alleati alle persone torturate nelle Ville Tristi, fino ai giorni della 'battaglia di
Firenze', terminata il primo settembre 1944 con la liberazione di Fiesole e dell'intero territorio fiorentino.

Le storie, sottolinea Palazzo Vecchio in una nota, "accompagnate da documenti, fotografie, audio e video nascono e crescono grazie al contributo delle famiglie, dei testimoni, degli storici e creano percorsi tra persone e luoghi per costruire nuovi itinerari cittadini".

Ognuna delle undici biblioteche comunali sarà associata a una "parola guida: resistenze, occupazione, scelta, bombardamenti, insurrezione, giovani, partigiani, alleati, ponti, scioperi e violenze; un sistema che permetterà di raccontare storie e personaggi di quei giorni.

In ciascuna biblioteca sarà anche presente uno schermo per accedere al sito del progetto e uno scaffale con i volumi dedicati alla Resistenza e all'antifascismo.

"E' un progetto molto importante, unico nel suo genere, che si ispira all'idea di un museo diffuso sulla Resistenza.Ringrazio Mirco Rufilli e Fulvia Alidori, che lo hanno seguito in questi mesi. E' un progetto che si apre alla città, ai visitatori, ai giovani attraverso le biblioteche, le reti culturali pubbliche e vive nei quartieri - ha commentato il sindaco Dario Nardella -. La memoria non può essere circoscritta in un luogo fisico difficilmente penetrabile e accessibile, ma deve potersi espandere nella vita sociale".
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